TERNI – Non è un sentito dire. Tantomeno una leggenda metropolitana. Il pronto soccorso del Santa Maria è davvero con l’acqua alla gola. Con grande onestà, il direttore generale Andrea Casciari ammette che la struttura non ce la fa a smaltire l’autentica marea che si è riversata sul pronto soccorso dell’ospedale, perché se è vero che ci sono carenze croniche di personale è anche vero che da Pasqua si sta riversando sul pronto soccorso di Terni un flusso notevole di pazienti. Anche provenienti da fuori regione.
Le parole del dg Casciari: «Il Santa Maria ha messo in campo tutte le forze disponibili per fronteggiare l’aumento di accessi al pronto soccorso registrato in questi giorni. Come spesso accade in occasione di festività e ponti, si è infatti verificato un incremento significativo delle visite da parte dei cittadini. In particolare, dal 17 al 24 aprile si sono registrati 1,260 accessi con una media giornaliera di 157. Il 60 per cento codici bianchi e verdi, il 13 per cento relativi a cittadini residenti fuori regione».
Un eccezionale picco di afflusso il 22, 23 e 24. Nei tre giorni precedenti la festa della Liberazione, si sono registrati 569 accessi con una media giornaliera di 189. Anche in questo caso il 62 per cento degli accessi erano codici bianchi, il 13 per cento possibili turisti. «Pur in situazioni di oggettivo sovraffollamento registrato in alcune giornate – spiega Casciari – con disagi per i pazienti e per gli operatori, per rispondere in modo efficace alle esigenze della popolazione, l’ospedale ha attivato tutte le professionalità presenti garantendo sempre la presa in carico e la cura dei pazienti: è stato rafforzato il personale infermieristico del pronto soccorso, è stata ottimizzata la rotazione del personale sanitario nelle aree di degenza e sono stati potenziati i trasporti per la dimissione/trasferimento dei pazienti più stabili nelle strutture territoriali e all’ospedale di Narni, beneficiando al riguardo delle recenti misure finalizzate a una più fattiva integrazione con le Strutture della USL Umbria 2. Ritengo doveroso, anche per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione, sottolineare in questa fase che il Santa Maria ha messo in campo tutte le proprie forze per fronteggiare una situazione che si ripete ciclicamente. Ringrazio tutto il personale del nostro ospedale che ha permesso, con impegno e professionalità, di superare anche questo momento».
A fronte delle parole di Casciari, tace la Regione. Nessuna presa di posizione dell’esecutivo di Stefania Proietti, né come amministratori né come esponenti politici. Tace la presidente Proietti, responsabile della sanità regionale, tacciono anche i tanti assessori e consiglieri regionali, sia di maggioranza che di minoranza. Un silenzio assordente, che si scontra con le tantissime lamentele e invocazioni di aiuto che arrivano dai cittadini in attesa le ore prima di varcare l’accettazione e dopo. Attese di giorni per essere trasferiti nei reparti. Una situazione che per nulla si addice ad una sanità pubblica, che pure i cittadini sono chiamati a pagare di tasca propria, anche con la recente manovra finanziaria varata proprio dalla giunta Proietti.


