Ultim’ora/ Mozione di sfiducia contro la Proietti e ora le tasse per quest’anno possono saltare: decide la Bistocchi

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il centrodestra presenta la richiesta urgente che blocca per 5 giorni i lavori dell’Assemblea. La presidente dell’Assemblea potrebbe però appellarsi allo stato di assoluta necessità del bilancio regionale. Ma con quali numeri? E quali motivazioni ha per far svolgere comunque la Festa della Gabella il 15 aprile?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ultim’ora dagli sviluppi imprevedibili. La stangata delle tasse torna in bilico. Il 15 prossimo aprile potrebbe non essere più la Festa della Gabella.

Il centrodestra ha infatti presentato agli uffici una mozione di sfiducia nei confronti della presidente Stefania Proietti.
La discussione della mozione, qualora venga accettata dall’ufficio di presidenza di palazzo Cesaroni, tecnicamente comporta la sospensione per 5 giorni di ogni attività dell’Assemblea legislativa regionale.
Il destino della tasse 2025 sulla testa degli umbri ora è nelle mani di Sara Bistocchi.
Se la presidente dell’Assemblea ritiene formalmente corretta la mozione, scattano le conseguenze di cui sopra. Il 15 aprile, data ultima per rivedere le aliquote del 2025, salta. La prima data utile per discutere di qualcosa di diverso, che non sia la mozione di sfiducia, diventa il 17 aprile. Questo significherebbe che per quest’anno le aliquote restano quelle fissate dalla Tesei.
Per il 2026 poi si vedrà.
Bistocchi dalle prime ore della mattina ha in mano la polpetta avvelenata.
Può consegnare gli umbri a sicure nuove, pesanti tasse dal primo maggio oppure dar loro almeno sette mesi di respiro.
Si sa che si stanno affannosamente cercando pareri legali per respingere dal punto di vista formale la richiesta del centrodestra. Ma – al momento – nulla è stato trovato.
Per cui Bistocchi dovrebbe assumersi la responsabilità politica di far partire comunque la stangata, adducendo motivi di urgenza tali da compromettere la stabilità della Regione.
Mossa possibile ma certo proprio difficile da giustificare presso i cittadini, tanto più ora che si sa tutto sulla eseguita’ del disavanzo della sanità, che, tirandolo da tutte le parti e al massimo, senza payback sui dispositivi senza voler trattare nulla con il Ministero – come stanno facendo tutte le altre Regioni – sarebbe al massimo di 34 milioni.
Non solo: ma qualora il Ministero ritenesse davvero indispensabile un aumento delle aliquote solo per il bilancio della sanità, potrebbe nominare commissario ad acta Proietti, che avrebbe la possibilità di farlo. Ma ovviamente in maniera proporzionata al disavanzo sanitario.
Per inciso va detto che il Ministero non ha mai parlato di commissariamento, ma ne ha parlato solo la Proietti.
In definitiva, il destino dei bilanci familiari degli umbri per il 2025 è in queste ore nelle mani della Bistocchi.

Manovra fiscale, a Spello un incontro organizzato dall’opposizione

Rinviato l’incontro con Corrado Bologna a Perugia