Una manovra di sinistra radicale: la pagheranno solo i ricchi, cioè i lavoratori dipendenti e i pensionati che prendono da 1500 euro al mese. Agli autonomi scudo antiProietti

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Altro che campo largo. La stangata a carico del 24% degli umbri, di cui 56% di dipendenti, il 38 di pensionati e solo 6 autonomi. Aumento del bollo auto dal 2026. Niente fondi vincolati per la sanità (che infatti non c’entra alcunché)

di Marco Brunacci

PERUGIA – La presidente Proietti stavolta è stata chiara.

Oltre al sottile umorismo, autoironico, nel definire la sua presentazione della stangata delle tasse, il più grande trasferimento di denaro dalle tasche degli umbri a quelle della giunta regionale, con le parole “chiarezza ed efficienza”, ha confermato l’anticipazione di Umbria7: la progressività delle tasse costituzionalmente prevista, in Umbria si trasforma in un minuscolo sconto per la “fascia Renzi” (20-28 mila), che tanta simpatia incontra a sinistra, e in una solenne mazzata sui cittadini umbri che prendono da 1.500 euro in su.
Forti dei preziosi numeri forniti da Massimo Gnagnarini, Umbria7 ha anticipato che a pagare la manovra sarà il 24% della popolazione umbra. Un 24% composto per il 56% da lavoratori dipendenti, il 38 da pensionati è solo dal 6% di lavoratori autonomi.
Il 94% sono cittadini che non possono esimersi. Per questo sara’ stata presentata come una “manovra equa”.
Visto chi e come colpisce, può essere definita senz’altro una manovra di sinistra radicale. Altro che campo largo.
Gli effetti recessivi sull’economia, oltre dal calo dei consumi e relativi aumento dei prezzi, verrà garantito dell’incremento dell’Irap per le imprese, un esplicito consiglio a non fare investimenti in Umbria.
La manovra tornerà a essere un rombo di tuono nel cielo umbro, in tutta la sua portata, quando verrà aggiunto, a partire dal 2026, l’aumento del bollo auto. E in questo caso pagheranno caro, pagheranno tutti. La ulteriore conferma che c’entra alcunché il disavanzo della sanità con la stangata fiscale sta nel fatto che non viene posto nessun vincolo sulle nuove entrate a favore della sanità.
L’aver poi usato il numero di fantasia 90 milioni per stabilire (con “chiarezza”) il livello di deficit, pare proprio la dimostrazione, che, a forza di scalare gli specchi, la presidente sia finita pesantemente a terra.
Questo in attesa del consiglio regionale di domani che magari potrebbe produrre una manovra anche un po’ diversa. Ma con “chiarezza ed efficienza”, come dice Proietti facendo chiaro umorismo.
Ps. Chissà che fine ha fatto l’idea di diminuire l’indennità dei consiglieri regionali? Davvero l’hanno bocciata Avs e M5s, oltre a un pezzetto di Pd?

La rete di emergenza esiste già, funziona e ha un responsabile, ma Proietti vuol farla con la manovra delle tasse

«Un piccolo segno di restituzione per quello che voi fate per noi»