Clamoroso/3. Incontro tra Donetti e avvocatura regionale per inserire il payback nel bilancio della sanità e vederlo passare in attivo. E ora i 184 milioni di tasse?

L’opposizione chiede il ritiro della manovra-stangata, ma non servirà a niente se non saranno capaci di una vera mobilitazione. Qualcuno in Regione si dimetterà? È da escludere. Speranze per i cittadini contribuenti? Minime

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Chissà? Esisterà, da qualche parte, una multa per eccesso di bugie?

Esistesse bisognerebbe applicarla alla giunta regionale dell’Umbria che per mesi ha spiegato che metteva le tasse a tempo di record (184 milioni in tre anni per i “ricchi” che prendono più di 1500 euro al mese) per il “buco” della sanità da 200 e passa milioni, poi trasformatosi in disavanzo da 34 milioni, lasciato dalla Giunta Tesei.
Non era e non è vero. La sanità dell’Umbria era ed è in equilibrio, ma adesso è addirittura in attivo, come ha cercato di dire sommessamente Umbria7, al solito solitaria.
Domani mattina, sabato 24 maggio, secondo indiscrezioni fondate, si incontreranno i vertici burocratici della sanità regionale (la direttrice Donetti) e i vertici dell’avvocatura regionale per vedere come inserire le somme di denaro che arriveranno nel bilancio della sanità regionale in seguito all’intesa tra la Conferenza delle Regioni e il Ministero dell’Economia e finanze (Mef) del Governo italiano, riguardanti il payback dispositivi medici (da aggiungere al già conteggiato payback sulla farmaceutica).
Come anticipato da Umbria7, si tratta di 44 milioni che l’Umbria può (ma come fa a rifiutare? sarebbe da immediata segnalazione alla Corte dei Conti e da verifica della Giunta sui rapporti con le aziende dispositivi medici) mettere nel bilancio della sanità 2024, che quindi risulta in attivo.
In attivo di quanto? Come anticipato nel dettaglio da Umbria7, si tratta di 10 milioni in più rispetto ai 34 di squilibrio. Potrebbero essere 5 o perfino “solo” 4 i milioni di utile, perchè l’accordo, portato avanti soprattutto dalle Regioni di centrosinistra, prevede una piccola partecipazione delle Regioni stesse, per sgravare di qualcosa le aziende dei dispositivi medici. Ma in ogni caso in utile.
Dato che a forza di dire le bugie finisce che si va all’inferno, la presidente-assessore alla sanità Proietti eviti di dire adesso che del payback dispositivi sanitari non si poteva sapere.
Si poteva sapere eccome. Lo aveva detto e ridetto l’opposizione ed era assolutamente ragionevole che le Regioni avrebbero fatto pressioni per poter inserire il payback nel bilancio, chiedendo al Mef di intervenire con una quota di denaro la più consistente possibile, in modo da non mettere in difficoltà le aziende dei dispositivi medici.
Esattamente come sta finendo.
In secondo luogo, sarebbe disdicevole provare a dire che il payback non è soldi liquidi perchè un bilancio, come quello della sanità, è un documento contabile, non è il borsellino della spesa di una massaia.
Ci si augura infine che nessuno si metta a discutere sul milione più milione meno, perchè la giunta Proietti ha disposto che i cittadini umbri paghino 184 milioni di tasse aggiuntive, non uno o due milioni in più ma 184.
Che succederà adesso? La richiesta da parte dell’opposizione di ritirare la manovra – così come è stata avanzata – è inutile. O l’opposizione sarà in grado di mettere in moto una mobilitazione straordinaria o gli umbri pagheranno i 184 milioni di tasse messe per il “buco” che non c’era e non c’è.
Qualcuno in Regione forse si dimetterà? Qui facciamo una puntata flash di “Scusate l’anticipo”: nessuno, nessuno e poi nessuno.
Gli elettori la faranno pagare all’attuale maggioranza in Regione? Il calcolo dell’attuale maggioranza è che si vota tra 4 anni e per quel tempo gli elettori se ne saranno dimenticati. Quindi, speranze per i cittadini contribuenti? Mah.

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