TERNI – Alzare le saracinesche dei negozi, sabato mattina, è stato traumatico per i commercianti di corso Vecchio. Ciascuno a schivare il lago di sangue che si è trovao di fronte, per mostrarlo alle forze dell’ordine, chiamate alle 9 in punto da Giuseppe Bulzomì.
Per aprire la bottega antiquaria, che si trova tra la facciata del Verdi e la chiesa di San Lorenzo, Bulzomì ha faticato: «Siamo abituati a togliere le deiezioni canine, non il sangue. Siamo pratici di vetrerie. Le chiamiamo ad ogni spaccata, che in questa città sono all’ordine del giorno, ma una pozza di sangue del genere non l’avevo mai trovata». Bulzomì apre il negozio, chiama il 112 e arrivano anche gli altri commercianti di via, ciascuno a denunciare una situazione ormai insostenibile. Ciascuno ha con sé il telefonino con il video di corso Vecchio sabato mattina: tracce di sangue e bottiglie rotte ovunque.
«E’ successo qualcosa di brutto intorno alle 2,45. Ho visto quattro persone darsele di santa ragione dalle fessure delle serranda, ma ho avuto paura ad aprire la finestra. Non ho chiamato i carabinieri perché dovrei chiamarli goni notte. Qui, da un paio di mesi, si sente strillare fino alle tre sette giorni su sette. Ma non immaginavo di trovare una situazione così agghiacciante». La polizia di Stato sta indagando. Ha richiesto ai negozianti dotati di telecamere di sorveglianza di acquisire i video.
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