Esperti di caratura nazionale a Foligno per parlare di intelligenza artificiale

Oratorio del Crocifisso pieno per il convegno organizzato dal Lions Club

FOLIGNO (Perugia) – Un confronto di alto livello sull’intelligenza artificiale ha animato l’Oratorio del Crocifisso, dove esperti nazionali e rappresentanti istituzionali si sono riuniti per discutere opportunità e sfide della rivoluzione tecnologica in corso.

Il convegno, organizzato dal Lions Club di Foligno con il patrocinio della Regione Umbria e del Comune di Foligno, ha visto la partecipazione di oltre 200 persone tra professionisti, accademici e cittadini interessati.
L’evento, moderato dal presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, è nato dagli approfondimenti condotti per il quaderno della rivista della Corte dei Conti sull’intelligenza artificiale. Alberto Avoli, procuratore generale della Corte dei Conti e ideatore dell’iniziativa, ha sottolineato come l’IA rappresenti “una rivoluzione che estende i suoi ambiti a quasi tutta la vita umana”, paragonabile per impatto all’avvento dell’energia elettrica o di internet. Solo alcuni numeri: l’evento ha visto la presenza di 13 relatori esperti, più di cento partecipanti, sei settori analizzati condensati in quattro ore di dibattito.
«È necessario superare la fase emotiva caratterizzata da critiche eccessive o ottimismo ingenuo – ha affermato il procuratore Avoli – per affrontare il tema con logica e pragmatismo, comprendendo sia rischi che opportunità».
Durante il convegno è emerso l’impegno della Regione Umbria per diventare un modello nell’applicazione dell’IA nella pubblica amministrazione. La Presidente Stefania Proietti ha annunciato investimenti significativi in sanità e trasporti, mentre la Direttrice Sanitaria Daniela Donetti ha illustrato la nascita del Centro Intelligenza Artificiale regionale per medicina di precisione e digital twin ospedalieri.
Il convegno ha toccato molteplici settori applicativi, dalla giustizia all’energia, dall’aviazione alla linguistica. Carlo della Torre di Microsoft ha fornito il quadro tecnico, evidenziando l’importanza cruciale della “data quality”: «Se i dati sono scarsi, l’IA produrrà risultati negativi o sbagliati». Un messaggio che sottolinea come la governance del dato rimanga una responsabilità esclusivamente umana.
Un momento particolare è stato dedicato ai modelli geopolitici dell’IA. Antonio Uricchio, Presidente dell’Anvur, ha presentato i tre approcci globali: quello cinese (centralista con rischi di “AI pollution”), quello americano (liberistico senza regole specifiche) e quello europeo (basato sull’AI Act per bilanciare innovazione e diritti). Una notizia di rilievo è stata l’annuncio che l’Italia ha vinto un bando europeo per creare una delle sei AI factory in Europa.
Il convegno ha evidenziato il ruolo cruciale dell’educazione. Come sottolineato da Roberto Dolci dell’Università per Stranieri di Perugia, è necessario sviluppare nuove competenze: pensiero critico, creatività e responsabilità sociale. «L’IA non può insegnare norme, valori, il senso di sé, della storia e della società. Questi aspetti rimangono specificamente umani».
Il convegno non ha nascosto i rischi dell’IA: dalle “allucinazioni” (creazione di informazioni false) ai bias nei dati, dal controllo sociale alle questioni di privacy. Tuttavia, l’approccio è stato costruttivo, puntando su governance responsabile piuttosto che su divieti. Per quanto riguarda la giusta Vito Tenore ha affermato che «l’IA può avere solo ruolo ancillare per il giudice». Sul fronte dell’energia, Franco Cotana ha ricordato che «una ricerca ChatGPT consuma 30 volte più di Google». Come ha evidenziato Riccardo Massacci, nel campo dell’aviazione l’intelligenza artificiale «può aumentare produttività del 50%». In sanità, ha detto Mauro Zampolini, l’IA raggiunge «il 79% successo diagnostico». In musica, parole di Federico Capitono, si «pone una questione. Di chi è la paternità dell’opera prodotta dall’ IA, chi chiamiamo “sul palco”: l’ingegnere programmatore che ha creato l’ IA musicale? la “macchina stessa”, il musicista che ha dato gli imput per creare il risultato, o le fonti da cui si è basata la ricerca dell’IA per ottenere l’opera?». A chiudere gli interventi è stato il moderatore Miele: «Dobbiamo mantenere sempre la centralità dell’elemento umano nei processi decisionali. Esiste una ‘riserva di umanità’ che nessuna macchina potrà mai sostituire” – Tommaso Miele, moderatore del convegno».
Il presidente del Lions Club Foligno, Marco Pelliccioni, nel rilevare che il convegno è anche argomento del tema nazionale di studio Lions 5. 0 per l’anno 2024-2025, “Intelligenza artificiale fra opportunità e rischi”, ha espresso soddisfazione per la riuscita dell’evento: «Il fatto che molte persone siano rimaste fino alla fine dimostra quanto l’argomento sia sentito dalla comunità. Questo è il tipo di ‘service’ che il Lions Club vuole offrire al territorio».
Il convegno ha gettato le basi per iniziative concrete: è stata annunciata una scuola di 3 giorni su IA e riabilitazione a Foligno a gennaio 2026 e lo sviluppo di linee guida nazionali attraverso un gruppo intersocietario per l’IA in riabilitazione.
L’evento conferma come Foligno e l’Umbria possano giocare un ruolo di primo piano nel dibattito nazionale sull’intelligenza artificiale, coniugando innovazione tecnologica e valori umani fondamentali.
Il successo del convegno dimostra la maturità del territorio nell’affrontare le sfide del futuro con spirito costruttivo e visione strategica.

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