M.BRUN.
PERUGIA – Non solo il clamoroso sviluppo di cui ha scritto in anteprima Umbria7 sul disavanzo che non c’è nel bilancio della sanità, ma anche l’affaire Kpmg rientra tra le preoccupazioni della Giunta Proietti.
Dopo l’audizione alla Corte dei Conti con spiegazioni che sono apparse, a diversi osservatori, toppe peggiori del buco, ecco che si profila un ricorso proprio di fronte alla stessa Corte. Con tanti dubbi da chiarire stavolta in maniera ufficiale.
E allora ricordiamo il tema ai lettori:
- Di Kpmg si parla per la prima volta quando la presidente Proietti inizia a narrare un ipotetico buco del bilancio della sanità. Si parte da oltre duecento milioni per finire a 34 milioni. Nell’audizione alla Corte pare ci sia stato un confuso riferimento all’ultima parte dell’anno 2024. Oggi si sa che – se passa come vogliono tutte le Regioni italiane e come è ragionevole pensare – l’intesa sulle garanzie del Mef in fatto di payback dispositivi medici, la sanità dell’Umbria lasciata da Tesei ha un bilancio in attivo di qualche milione.
- Il lavoro di Kpmg viene citato però come base della manovra della stangata delle tasse (184 milioni in tre anni interamente a spese di lavoratori dipendenti e pensionati e al 6% di autonomi sopra 1500 euro al mese di reddito). Ma qui i tempi sono palesemente incongrui. L’affidamento ufficiale risulta essere di inizio aprile, la rapidissima conclusione del lavoro al 30 aprile. La manovra viene votata e fatta digerire agli umbri il 10 aprile. Chi ha fatto i rilevamenti prima della data dell’affidamento? Con quale mandato? A che serviva la risposta del 30 aprile quando il 10 la manovra era stata bella che servita sulla tavola di 142 mila disgraziati umbri, con tanto arretrati da pagare a partire dal primo gennaio?
- Nell’audizione, però, ecco il colpo di scena, che però ora è diventato il vero invito a fare ricorso davanti alla Corte: la “due diligence” sui bilanci della sanità sarebbe stata chiesta a Kpmg – avrebbero sostenuto Proietti e Donetti, stando a report di fonti di solito amicali – per realizzare in tempi rapidi il Piano socio-sanitario regionale.
- Da qui le obiezioni: a che serve una costosa “due diligence” quando la Regione paga fior di uffici e di funzionari e di dirigenti per dare un quadro della situazione. Un quadro che non serve per interventi urgenti (la manovra), perchè la decisione è stata presa senza Kpmg e la stangata è stata già effettuata (anche se la sanità regionale è in attivo). Perchè spendere 160 mila euro per un atto che non ha alcuna utilità pratica?
- Legare Kpmg al Piano sanitario diventa ancora più contestabile: cosa c’entra un atto puramente contabile con decisioni puramente di programmazione e di indirizzo politico? Di nuovo: si possono spendere 160 mila euro della comunità regionale, dopo avergli messo 184 milioni di tasse in grado di bilanciare qualunque potenziale squilibrio (che per altro non c’è, se va avanti la soluzione del payback) per il piacere di avere un parere in più? La Regione non è mica una qualunque azienda privata, i soldi utilizzati sono quelli della comunità. Muovendo da queste considerazioni ci sono spazi per sollevare un ricorso davanti alla Corte dei Conti. Che potrebbe essere imminente.


