Il Pd umbro verso il congresso. Rinnovamento? Macché. Riecco i soliti noti

Sia Pasquali che Trappolino mettono in campo facce conosciute e nomi consumati

PERUGIA – A volte ritornano.

Vecchi e nuovi “perdenti di successo”, come spesso li ha definiti la stampa, anche in questa tornata congressuale del Partito democratico, non potevamo mancare, a testimonianza di quel patto di sindacato politico che non intende lasciare spazio ad una nuova fase, che ha già dimostrato di saper essere valida alternativa alla destra in Regione ed in tante città dell’ Umbria. Unico scopo autoconservarsi laddove possibile o rilanciare carriere appannate.
I curricula politici (nulla a livello personale) dei candidati alla segreteria Regionale Trappolino e del provinciale di Terni, Spinelli, contro la ‘mozione Pasquali”, protagonisti indiscussi delle sconfitte degli ultimi anni nella Città di Terni e di Orvieto e sostenuti da politici di lungo corso (n.b Verini, Ascani, che hanno preso residenza nel ternano, e poi Sereni) preoccupati di garantirsi spazi e sopravvivenza nelle stanze romane, soddisfano a pieno i requisiti del vecchio establishment democratico: ne rappresentano a pieno quella quinta essenza contro la quale il PD regionale a guida Bori negli ultimi anni, si è sempre opposto, creando quel cordone sanitario necessario per riesumare dalle ceneri un PD commissariato, riorganizzarlo e passare il testimone in mano a personalità di spessore che si sono saputi distinguere come Sandro Pasquali, Damiano Bernardini e Lodovico Baldini. Un mix di esperienza, rinnovamento e cultura/sensibilità politica che non esauriscono il loro ruolo nella missione istituzionale, ma che si cimentano costantemente nell’ attività di partito.
Quella che si autodefinisce “Casa Democratica” con un discutibile maquillage, cerca di presentarsi come un nuovo modo di fare politica, conta in particolare del supporto di quegli scontenti che credono ancora che le loro sconfitte elettorali siano colpa degli “altri” e non del loro modi di fare politica (n.b Michele Bettarelli, Vannini, Magni). La compagnia si “arricchisce” dell’outsider Lisci che per emergere nel mare magnum della politica le sta tentando tutte e di un Burico che prova ad imitarlo.
A volte ritornano, ma la partitura è la stessa. Suonata molte volte in altrettante sconfitte in tutta l’ Umbria. Ma se ne sono accorti tutti. Poi trovi anche chi prova a rientrare dalla finestra, come Eros Brega. L’ex presidente del consiglio Regionale, molto attivo in questo periodo, prova a giocare tutte le partite.

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