TERNI- «Questa città mi rende nervoso. Per i rumori, per i parcheggi selvaggi, per i monopattini e le biciclette che sono motorini. Per chi non raccoglie le feci dei cani, per chi butta mondezza ovunque».
Le lamentele volano sui social alla velocità della luce. Quella di oggi, martedì 20 maggio, riguarda ancora una volta i bagni pubblici della Passeggiata. Chiusi da febbraio. Chi se ne rammarica la prende da lontano: dall’ipertrofia prostatica «che arriva ad una certa età e che ti porta ad avere l’esigenza di fare la pipì con urgenza e spesso». «Ci fossero i bagni pubblici, il problema sarebbe risolto. Il fatto è che, quello che c’è, è chiuso ormai da mesi (alla Passeggiata). Allora non resta che entrare nei vari bar per un caffè e una pipì! Penso che prima di sparlare di turismo, di riqualificazione eccetera, bisognerebbe arrivare a dei livelli minimi di civiltà, di cui i bagni pubblici sono un buon indice di riferimento. Non dico i fantascientifici bagni giapponesi goduti nel film “Perfect days” di Wim Wenders e nemmeno quelli stupendi e pubblici (ci portano i turisti a vederli) di Vienna o del palazzo del Teatro dell’Opera di Oslo, ma quelli normali con monetina di Tromso o di Lisbona o di altri infiniti posti. Si paga e sono puliti». Chi scrive lamenta l’abuso di caffeina per poter usufruire del bagno di un bar. E chi scrive pubblica anche la foto di quella parte della Passeggiata – ingresso via Giannelli- ferma: chiusi bagni e chiosco Liberty.





