La premier Meloni mette in mora le Regioni (e l’Umbria in primis) sulle liste d’attesa: «Ci chiedete di non intervenire? Allora fatelo voi»

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Dopo che il decreto del Governo è stato respinto (trasversalmente) dagli Enti territoriali, si deve passare alle soluzioni. La Proietti pronta ora a chiedere (insieme alle altre Regioni) fondi nazionali, che potevano servire a evitare la stangata delle tasse. Altro monito dall’Emilia: aumenta i ticket

di Marco Brunacci

PERUGIA – Liste d’attesa, ticket sanitari, ospedale di Terni, Aziende ospedaliere di Perugia e Terni da rendere sostenibili, piccoli ospedali non gestibili, inammissibile dualismo Foligno-Spoleto.

Umbria7 aspetta quello che sembra a tutti coloro che guardano con un minimo di lucida attenzione alla realtà così com’è: la sanità è pronta a presentare il conto alla nuova giunta regionale, dopo la mannaiata delle tasse, destinata ad andare in larga parte a operazioni di consenso, più o meno piccolo.
L’ultima novità arriva in diretta dal Senato. La premier Giorgia Meloni dice che le liste d’attesa, i cittadini che attendono, per settimane e mesi, visite specialistiche ed esami, sono un’emergenza, e una “problematica” per la quale il Governo nazionale «ogni anno stanzia risorse che poi gestiscono le Regioni». E da qui l’appello a chi governa, destra e sinistra che sia, perchè si mobiliti, vista la situazione.
Continua, infatti, Giorgia Meloni: «Abbiamo definito un decreto chiedendo di poter fare alcune cose, potendo intervenire con poteri sostitutivi quando non si riesce a governare le liste di attesa. Le Regioni, trasversalmente, hanno dichiarato di non essere d’accordo, ma almeno gli italiani sappiano che abbiamo queste difficoltà, c’è un problema».
Come dire: non volete che interveniamo direttamente noi e allora dovete intervenire voi.
Le liste d’attesa, che andavano considerate un caso clamoroso in Umbria, con il centrodestra al potere, quando erano a quota 43 mila, adesso sono probabilmente vicino alle 100 mila, perché non si riesce ad avere numeri ufficiali. Solo qualche segnale di fumo.
Ma certo l’Umbria è tra quelle Regioni che hanno un problema. Ma non si sa come uscirne. Aspettiamo. Paghiamo le tasse in più, con la scusa della sanità la quale non ne avrà beneficio, e aspettiamo.
Ma l’intervento di Giorgia Meloni in Senato aiuta a comprendere cosa sta intanto succedendo a Roma, insieme alla nota sulla partecipazione della presidente Proietti a una riunione romana, insieme agli altri rappresentanti delle Regioni, sullo scottante argomento.
Spieghiamo: l’Umbria non ha voluto trattare col Ministero il suo (minimo) sbilancio – 34 milioni – perchè doveva mettere nuove tasse per un totale di 184 milioni.
Adesso, però, sta insieme alle altre Regioni intorno ai ministri Schillaci e Giorgetti a chiedere dilazioni, interventi e fondi aggiuntivi. Che forse arriveranno anche qui, visto il pressing delle altre Regioni, ma non si sa a quale titolo: la manovra delle tasse della Proietti ufficialmente era per coprire il deficit fatto dal
centrodestra. E i fondi aggiuntivi a cosa dovrebbero servire? A consentire di fare deficit al centrosinistra?
Ma la sanità è una questione che va ben oltre il misero scontro tra partiti e schieramenti. Epperò se sulla sanità si vincono le elezioni poi la sanità presenta anche un conto politico.
A questo proposito va segnalato, a chi deve mettere giù un qualunque tentativo di Piano sanitario regionale umbro (partendo per forza da quello dell'”impresentabile” assessore Coletto, come abbiamo già detto e scritto più volte), un interessante intervento del neopresidente dell’Emilia Romagna, De Pascale, che ha aumentato i ticket sanitari come prima mossa dopo il successo elettorale.
La precedente giunta dell’Emilia Romagna non era una cattiva Giunta di centrodestra, ma anzi esattamente composta dagli stessi partiti di adesso. Alla guida c’erano, prima, Bonaccini e la Schlein, e dopo Bonaccini da solo.
Premesso che tutti i ben informati si attendono, come sovrapprezzo per non aver voluto realizzare il termovalorizzatore in Umbria, un aumento della Tari di proporzioni importanti, ecco cosa pensa Umbria7 quando dice che la sanità è pronta a presentare il conto.
E’ un conto che verrà sempre pagato in qualche modo – o in mancanza di servizi o in servizi più costosi – dai cittadini, dopo che la Regione ha già calato la (prima) stangata delle tasse. Il futuro dell’Umbria? Sarà un “caro” futuro.

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