TERNI – Per Pino Ventura le radici degli alberi possono essere ogni cosa, anche “Serpenti siciliani”, le pietre teste di bambino, le stelle marine materiale per grandi installazioni. «La Natura è arte», dice indicando una radice restituita dal mare ed esposta nella mostra “Percezioni”, allestita a Palazzo Carrara. «La ho raccolta sulla spiaggia di Porto Recanati, dove ho la casa di villeggiatura, e le ho dato un nome». Ecco. Pino Ventura la ha semplicemente raccolta: «Ha fatto tutto il mare – sottolinea l’artista – ha fatto di quella radice un’opera d’arte, levigandola e portandola al colore della sabbia». Il legno, la terra, il colore, la materia, la Natura. «Quello che chiamiamo Natura è ciò che ci circonda e che non riconosciamo come prodotto dell’uomo. Ma l’uomo è Natura e ciò che definiamo Natura è in realtà un prodotto dell’uomo. Questo è ciò che ho intuito fin da bambino e che trasferisco nelle mie opere». Già, le opere. Non ci sono solo “Serpenti” venuti dal mare, ma vedute dell’isola di Vulcano, nature morte, composizioni materiche e sculture esposte a Palazzo Carrara. Oltre 25 opere realizzate nel corso della sua lunga vita di artista – artigiano. Perché Pino Ventura è stato un parrucchiere. Un po’ come Metelli, il pittore calzolaio che firmava i suoi quadri con una scarpa e a cui la città ha intitolato un museo. Metelli iniziò a dipingere a cinquant’anni per sfuggire all’amarezza di non poter più suonare (per ragioni di salute) nella banda cittadina. Ventura, invece, ha sempre dipinto: «Ho iniziato da bambino a raccontare la mia Sicilia (è nato nel 1949 in un piccolo comune del Messinese, ndr) ma non avendo avuto la possibilità di intraprendere la carriera artistica mi sono dato al taglio dei capelli. Mi sono spostato a Bologna e poi a Terni, dove ho aperto il primo salone in via Borsi e poi in via della Biblioteca, a pochi metri da Palazzo Carrara».
I suoi quadri, tra cui “Vulcano”, esposti insieme alle opere di Ben Ventura (architetto) e di Nadia Apolloni.







