L’ultimo saluto a padre Martino, fissati i funerali

L’Ingv ricorda il monaco scienziato: «Aveva fatto della sismologia una ragione di vita»

AL.MIN.

PERUGIA – L’ultimo saluto a padre Martino Siciliani.

Saranno celebrati domani (lunedì 5 maggio) alle 11.30 nell’abbazia di San Pietro i funerali del monaco benedettino, massimo esperto di terremoti e per 54 anni anima e direttore dell’osservatorio sismologico Bina. La salma di padre Siciliani sarà esposta nella cappella esposta nella cappella del Santissimo per tutta la giornata di domenica.
A omaggiare la figura del religioso e scienziato è l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: «Era un uomo di fede che amava la sismologia, mondi inconciliabili per alcuni ma non per lui che ne aveva fatto una sintesi armoniosa, una ragione di vita. Per noi, padre Martino è stato un interlocutore prezioso. La sua perdita è umana oltre che professionale. Per mezzo secolo ha animato con passione le attività di uno dei più antichi osservatori sismici d’Italia, quello che porta il nome di padre Andrea Bina, il monaco che nel 1751 ha progettato e realizzato il primo sismografo a pendolo della storia, lo stesso monastero che fece da cornice nel 1639 all’invenzione del Pluviometro ad opera del monaco Benedetto Castelli, amico e discepolo di Galileo Galilei e che dal 1971 ad aprile di quest’anno è stato diretto da padre Martino Siciliani».
Questo il ricordo di Lucia Margheriti, direttrice dell’Osservatorio nazionale terremoti di Ingv: «L’ultima volta ci siamo incontrati a giugno del 2023 ero in visita a Perugia, all’Osservatorio Bina, insieme ad altri colleghi Ingv per uno dei tanti incontri che hanno caratterizzato la nostra collaborazione. Insieme curiamo la manutenzione e lo sviluppo della Rete Sismica Nazionale e svolgiamo alcune attività di ricerca e divulgazione . Ci accolse insieme a Michele Arcaleni, diventato adesso il nuovo direttore dell’Osservatorio. Padre Martino sapeva dar rilievo al meraviglioso patrimonio scientifico contenuto nell’Abbazia di San Pietro; con lui abbiamo interagito durante le numerose sequenze sismiche che hanno interessato l’Umbria negli ultimi decenni da quella di Colfiorito del 1997 a quella del centro Italia del 2016-2017».

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