TERNI – Oltre 8mila applausi, due libri di dediche e 46 opere tra dipinti, sculture e scritti. L’ultima, acquistata dalla Fondazione Carit lo scorso 11 aprile alla Sotheby’s di Parigi – “Bouquet de fleurs avec des roses” di Camille Pissarro – scelta per la copertina del catalogo della mostra “Da Degas a Boldini”, a cura di Anna Ciccarelli e Pierluigi Carofano.
Una grande rassegna d’arte che si arricchisce del delicato “Bouquet de fleurs avec des roses” ad un mese dall’apertura, «come promesso e programmato», sottolinea il presdente Emiliano Strinati.
«L’opera è arrivata a Terni direttamente da Parigi lunedì scorso a seguito della partecipazione della Fondazione all’asta tenutasi nella capitale parigina l’11 aprile 2025. La Fondazione – ricorda Strinati – come ormai prassi, per ogni mostra d’arte a palazzo Montani Leoni acquista un’opera rappresentativa. Questa volta l’ambizione è stata quella di individuare sul mercato antiquario un dipinto di un artista impressionista e, grazie al supporto autorevole dei componenti del Consiglio di Amministrazione, è stato possibile acquisire un’opera di Camille Pissarro, tra i principali esponenti del movimento francese. Il prezzo di acquisto è rientrato nel plafond deliberato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione e, comunque, al di sotto della stima minima assegnata dalla casa d’asta a seguito di corrispondente expertise. La nuova opera, che entra così a far parte non solo della mostra ma anche e soprattutto della Collezione d’arte di palazzo Montani Leoni, appartiene all’ultimo periodo della carriera di Camille Pissarro e raffigura un bouquet di rose bianche e fiori rosa, che emerge vivace e delicato da un fondo neutro tratteggiato da pennellate più scure, che ricordano le foglie mosse dal vento. Questa nuova acquisizione si inserisce perfettamente nel progetto della mostra, che dà uno “sguardo” sull’Impressionismo, posto in relazione con le altre correnti sviluppatesi nello stesso periodo in Italia».
Pissarro dipinge soprattutto paesaggi e nature morte, non si allontana mai da ciò che lo circonda. I paesaggi si limitano ai dintorni di Parigi, di Louveciennes e di Pontoise, dove abita. Dipinge soggetti apparentemente secondari come strade e case; sembra una sorta di Corot “urbano”; difatti, quando giunge a Parigi, avvalendosi proprio dei consigli di Corot, non si rifugia nella mera riproduzione della natura, raffigurando al contrario momenti di vita semplice della città.
Nato nel 1830, è il più anziano del gruppo degli Impressionisti che gli riconosce tacitamente il ruolo di guida che interpreta con discrezione, iniziando, ad esempio, Cézanne alla tecnica impressionista e incoraggiando Gauguin a dedicarsi completamente alla pittura. Non a caso Pissarro è l’unico esponente del gruppo capace di esprimere pubblicamente un’opinione politica, con l’adesione al Socialismo e vedendo nell’Impressionismo un passo decisivo sulla via del progresso.
«Come si apprezza anche in questo Bouquet di fiori con rose – spiegano i curatori della mostra – Pissarro dimostra di ben conoscere l’arte di Manet, adottando il suo classico “tocco frammentato” senza intenti imitativi; rispetto ad esempi simili di Manet, Pissarro schiarisce la sua tavolozza ottenendo una raffinata armonia, come trattenuta». «Osservando questa natura morta scopriamo la forza della “corposità” della luce come la intende Pissarro: qui la luce e la materia non sono elementi distinti, ma prendono peso, possiedono consistenza fisica, essendo costituiti da un’unica sostanza realizzata grazie all’impiego di pigmento puro diviso in tante piccole parti nervosamente animante da pennellate parallele».












