DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – Il rumors è di quelli clamorosi.
Le Regioni, che hanno tutte problemi di far quadrare i conti della sanità, ma non vogliono stordire di tasse i propri concittadini, seguendo la linea dell’Umbria, hanno trovato un’intesa nel chiedere l’inserimento del payback dei dispositivi sanitari (quello farmaceutico è già inserito) nei rispettivi bilanci.
Ma la novità più rilevante è che il Mef avrebbe aperto a questa ipotesi. Cosa significa? Che il Ministero è disposto a garantire con le sue finanze il debito che le aziende hanno con le Regioni, almeno per una parte o per un periodo di tempo. Agirebbe da camera di compensazione, strada chef Proietti non ha voluto percorrere, preferendo mettere subito le tasse ai cittadini.
Non è qui il caso di approfondire però la questione tecnica del payback.
Basta aggiungere che i vari Tar italiani, chiamati in causa con i ricorsi, hanno tutti dato il via libera alle Regioni che già lo hanno inserito nei bilanci.
Diciamo invece il risultato pratico. L’Umbria potrebbe mettere, nel bilancio 2024, 43 milioni di payback garantiti dal Mef.
Questo significa che l’attuale disavanzo, per il quale (così è stato sostenuto dalla Giunta Proietti) è scattata la stangata dei 184 milioni in più di tasse, in realtà non solo non c’è, ma va trasformato in un attivo di quasi 10 milioni.
Insomma: stangata e beffati.
Grande attesa, a questo punto, per la novità romane.


