TERNI – Summit in vale Brin sulla strategicità del gruppo Arvedi sui mercati globali. Fim-Fiom-Uilm-Fismic-Ugl registriamo l’avvio degli approfondimenti sul piano 2022-2028 e,
ripartendo dalla presentazione avvenuta il 2 maggio 2025 al Mimit hanno chiedono dettagli sul piano industriale, ambientale e sociale. «In un contesto macroeconomico e geopolitico estremamente complicato registriamo una tenuta complessiva degli investimenti che puntano ad un consolidamento dell’area a caldo – la nota dei sindacati – e un ampliamento dei prodotti a freddo per creare il giusto bilanciamento. Tutto ciò, nonostante la messa in stand-by del magnetico e di due linee del freddo. Le evoluzioni su queste scelte rientreranno e saranno monitorate nella discussione generale. La prosecuzione della discussione sarà ripresa in tempi utili e comunque svincolata dalle vicende dell’accordo di programma, che era, è, e sarà determinante per la competitività e per le sfide globali che le acciaierie ternane dovranno affrontare in termini di sostenibilità ambientale sociale ed economica».
«Abbiamo appreso tra l’altro che il nodo delle infrastrutture che insieme all’energia era essenziale per chiudere l’accordo di programma è diventato un capitolo indipendente fatto da interlocuzioni tra Anas e Ast che sono in via di definizione. A differenza dalle nostre aspettative in merito ai benefici dei fattori localizzativi strategici a sostegno dell’intero territorio, oggi ci troviamo di fronte ad uno scenario completamente diverso. Questo ultimo aspetto è anche il segno del perché il 30 maggio 2025 sarà l’ennesimo orizzonte temporale disatteso dalla politica, con l’auspicio che l’accordo di programma arrivi al più presto possibile con il testo che possa risolvere le questioni che oggi impediscono uno sviluppo duraturo dell’azienda e del territorio».


