Squarta contro l’asterisco: «È una questione di identità»

Il lungo ragionamento dell’esponente di Fdi a proposito di una lettera ricevuta dal Comune di Perugia

PERUGIA – L’europarlamentare Marco Squarta contro l’asterisco: «È una questione di identità». Finisce così un lungo ragionamento dell’esponente di Fdi a proposito di una lettera ricevuta dal Comune di Perugia:

“Gentilissim*”
È così che si apre un’email del Comune di Perugia che mi è stata fatta vedere da un cittadino.
Un dettaglio, all’apparenza.
Ma le parole non sono mai solo parole.
Al posto di “signore” o “signora”, un asterisco.
Non una scelta neutra. Non una svista.
Ma un messaggio chiaro: per il Comune non esistono più uomini e donne.
Esistono solo formule impersonali, linguistiche, ideologiche.
Io credo, con convinzione e con rispetto, che questo non sia accettabile.
Le istituzioni devono parlare il linguaggio della realtà.
E la realtà è fatta di persone.
Uomini e donne, madri e padri, figli e figlie.
Cancellare tutto questo con un simbolo non è un atto di inclusione.
È un modo per rendere tutto indistinto, senza radici, senza identità.
Credo in una politica che tiene insieme, che non alza muri ma tende la mano. Una politica che difende senza urlare, che rispetta senza cedere, che parla con il linguaggio della verità.
E oggi sento che non possiamo più tacere.
Serve coraggio.
Il coraggio di dire che c’è un limite che non va superato.
Che non si può cancellare l’essere uomo o donna dalle istituzioni.
Che non si può riscrivere la realtà per compiacere una visione ideologica che non appartiene alla nostra storia, alla nostra cultura, alla nostra gente.
Basta con questa idea che tutto è relativo, che tutto è fluido, che nulla ha più un significato preciso.
Le parole contano. Le identità contano. Le radici contano.
E difenderle non è mai esclusione. È amore per la verità.
È rispetto per chi siamo. Per chi siamo sempre stati.
Io sono contro ogni discriminazione.
Ogni persona ha diritto alla propria dignità e al proprio percorso.
Ma proprio per questo, nessuno ha il diritto di cancellare la differenza tra uomo e donna.
Nessuno ha il diritto di usare le istituzioni come un laboratorio ideologico.
Perugia è una città vera.
Con radici profonde, storia millenaria, comunità solide.
Non merita di essere travolta da forzature che dividono invece di unire.
Perché non è solo questione di grammatica.
È questione di identità.

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