di MARCO BRUNACCI
TERNI – Tanto tuonò che piovve. Il cavalier Arvedi è arrivato di persona a Terni per seguire da vicino i dossier locali che non vanno né in avanti né indietro e che sono decisivi per raggiungere l’accordo di
programma, anche se in formato minor, come quello prospettato nell’ultimo incontro al Ministero.
Il nodo dei nodi? Il costo dell’energia.
La Regione si era impegnata a proporre una soluzione. Lo ricorda qui ancora una volta Umbria7: dal 2029 è possibile realizzare una società pubblico-privato che gestisca la centrale, oggi Enel, di Galleto,
consentendo alle aziende energivore di avere il 30% a prezzo calmierato. Con quale criterio? Prende più vantaggi, per esempio, l’azienda energivora che dà lavoro a più operai (le Acciaierie ternane).
Si possono trovare anche dei correttivi a questa soluzione pensata ai tempi di Tesei presidente della Regione, già discussa con gli uffici, ma al momento è l’unica esistente nel panorama regionale.
Fatto sta che non si può perdere altro tempo.
Come scriveva ieri Umbria7, di Terni ormai si discute solo sui tavoli di Roma e di Cremona, ma ci sono questioni che devono essere risolte a livello locale, qui in Umbria.
Si sa che Arvedi ha affrontato con slancio la questione del costo dell’energia. Risultati? Inutile anticipare alcunché. Si vedrà solo quando si mette nero su bianco una proposta seria.
Si sa anche che Arvedi ha in programma in queste ore di mettere al corrente il prefetto di Terni, Antonietta Orlando, della situazione dell’Ast.


