Redazione Perugia
PERUGIA – Ancora emozioni per i bianconeri della Sir Sicoma Monini Perugia legate alla tre giorni di Lódz. Le immagini di quella finale magica resteranno impresse nella memoria per sempre, avendo suggellato una tappa stoica nella storia del club del presidente Gino Sirci.
Tra le fotografie indimenticabili della serata di sabato, la cerimonia di premiazione del Dream Team, un “sestetto dei sogni”, che viene composto dalla Confederazione europea di pallavolo, al termine della Final Four di Champions League. E come era successo al PalaLottomatica di Roma nel 2017, c’è molta Perugia in questo team da favola.
A cominciare dal miglior opposto, Wassim Ben Tara, che sigilla con questo trofeo la sua seconda stagione consecutiva alla Sir. E poi l’uomo che ha messo a segno l’ultimo punto della finale, lo schiacciatore Oleh Plotnytskyi, alla sua sesta stagione in casa bianconera. Il palleggiatore del “Dream Team” di questa Champions League non poteva essere che lui: Simone Giannelli, il capitano Il regista bianconero, di titoli ne ha vinti tanti nel corso della sua carriera stellare, ma la Champions era un trofeo che mancava.



Anche per lui: «È indescrivibile veramente, è un qualcosa di pazzesco, quello che abbiamo fatto è un’impresa, così bisogna chiamarla perché siamo stati veramente tosti; nel periodo dopo l’eliminazione con Civitanova siamo stati tosti a vincere un bronzo difficile contro Piacenza, siamo stati tosti a far servire quelle partite, a continuare ad allenarci, a crederci… a non mollare, non mollare mai e credere nel nostro gruppo. Volevamo essere sempre presenti in questa Final Four, in tutte le partite che abbiamo giocato e in tutti i punti. L’ho ripetuto molto durante il match: i ragazzi mi hanno ascoltato e devo ringraziarli, sono stati con me sempre, io ho cercato di dare il mio contributo. Sono contento, più che per la vittoria in sé, per il percorso che abbiamo svolto per arrivare alla vittoria. Perché la vittoria domani passa e staremo tutti a pensare a nuovi obiettivi, ma il percorso è quello che conta quindi sono contento di ciò che abbiamo fatto».
Il capitano di Perugia si laurea anche mvp di questa Final Four che resterà una ricordo indelebile nella storia della società e un punto di partenza verso nuovi, ambiziosi obiettivi.



