Block notes / Regione, Oliverio aumenta il peso del centro. Il ritorno di Federici alla Provincia di Terni. La “fatale esecuzione” di Ferranti-Cavaradossi rinviata “sine die”

Questioni in sospeso e dossier fondamentali per il futuro. L’interrogativo numero uno: come cambierà la rotta della giunta Proietti? E poi l’appassionante vicenda dello scapigliato vicepresidente della giunta provinciale, azzurro inquieto, per ora vincente

di MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Un block notes su bombe in Regione e questioni rimaste aperte tra Perugia e Terni.
1.L’indiscrezione riportata ieri da Umbria7 era clamorosa. E ora di fatto – salvo colpi di scena davvero non preventivabili – si attende solo la conferma ufficiale. Arriva come Capo di Gabinetto della Proietti, il tessitore ex Dc, ex Margherita, Pd della prima ora, Nicodemo Oliverio, 68 anni, da Cirò Marina, ex parlamentare, lo stratega dell’ascesa di Franco Marini alla presidenza del Senato. Un destino umbro anche nel nome: Nicodemo come il genio delle narrazioni di sinistra, deus ex machina dell’ascesa di Ferdinandi e Proietti. E nel cognome: echeggia il rettore che oggi allunga verso un secondo mandato, attraverso la gestione Marianelli, le sue influenze sull’Università.
Ci sarà tempo di parlare delle ripercussioni della sua nomina (da ufficializzare). Ma intanto ne segnaliamo due.
A.il gruppo dirigente del Pd, guidato dal giovane e vincente segretario Tommaso Bori, perde un’arma per la sua campagna congressuale contro la minoranza ternana: da oggi in poi nessuno potrà certo rinfacciare al pimpante appena 74enne, Leo Di Girolamo, di essere un jurassico reperto del passato.
B.di sicuro in giunta regionale sarà vita dura per i tre giovani segretari di sinistra – il vincente e gli altri due un po’ di meno – che avranno nel moderatissimo ex parlamentare Oliverio uno capace di far valere i contrappesi necessari, come finora non ha fatto la presidente Proietti. Così il centro del centrosinistra, al momento impalpabile, segnerebbe un punto.

2.Per ora è una “non bomba”, ma attenti alle prossime puntate. Una voce insistente dice che il posto da direttore generale della Provincia di Terni potrebbe finire a Luca Federici, ingegnere, con ottime relazioni nel centrodestra ma non inviso a parecchie aree del centrosinistra, sacrificato dalla Proietti (in Regione era delegato a seguire il Pnrr) per altri direttori più “sponsorizzati”. La strana coppia Bandecchi-Ferranti lo recupererà?

3.A proposito di Cico Ferranti: alcuni suoi colleghi di partito (uno o due di sicuro) se lo sognano la notte. In particolare l’ottimo Fatale da settimane annunciava, in un crescendo rossiniano, la ricostituzione dei probiviri di Forza Italia, come un plotone di esecuzione da usare contro il creativo, romantico, scapigliato, irredentista Ferranti. Ma sul più bello che succede? Nessuna decisione, tutto rinviato e ributtato dentro quella macchina “smorza entusiasmi” che è la burocrazia dei partiti.
Il Ferranti-Cavaradossi non verrà condotto all’alba davanti al muro di una chiesa e non finirà (per ora) passato per le armi, in terreno sconsacrato, dalla polizia papalina dell’odioso Conte Scarpia.
Rinviato a data da destinarsi l’atto terzo della Tosca (‘na tragedia).

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