“Bomba” in Regione/ «Se sei di Terni ti tirano le pietre». Secondo un foglietto (ma sarà un fake?) riprovano a tagliare gli incassi dei consiglieri. Ma si accaniscono col sud dell’Umbria

Dai tagli (presunti, magari è tutta un’invenzione, non si sa mai) si salverebbero tutti gli assessori e i perugini. Saremmo al secondo tentativo di mostrare la vicinanza della classe politica alla cittadinanza colpita dal maxi aumento delle tasse. Chi perde e chi no (ammesso che sia vero)

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Si chiamava Antoine, cantava così (o qualcosa del genere): “Se sei di Terni ti tirano le pietre, qualunque cosa fai, dovunque te ne andrai, sempre pietre in faccia avrai….”. Probabilmente era il Pleistocene, ma fece comunque epoca.
Che succede? Calma, il problema è che arriva di tutto su questa umile scrivania. Vai a capire se si tratta di fake news o roba vera o addirittura verissima.
Insomma: qui sotto, adorati lettori, abbiamo un appunto che dice di essere una proposta (questo c’è scritto: PROPOSTA). Di chi? Si capisce che potrebbe essere di quella splendida persona che è la presidente dell’Assemblea legislativa, che si chiama Sarah Bistocchi. Pd, donna colta e impegnata, brillante, preparata, con idee magari un po’ tagliate con l’accetta ma vivaddio che ne sopravvivano ancora.
Non abbiate fretta, il foglietto va contestualizzato.
Umbria7 sparò uno dei suoi tanti “Scusate l’anticipo”, dicendo che la presidente Sarah aveva preso l’iniziativa, il giorno del diluvio della tasse, senza che in circolazione ci fosse un’arca di Noè che fosse
una, per far imporre di dare il buon esempio ai suoi consiglieri regionali di sinistra e di destra
. Un taglio – in verità, un taglietto – ai loro incassi.
Umbria7 ha ricordato a tutti che poteva essere un segnale: vabbè, cari cittadini, vi massacriamo di tasse, ma ci auto infliggiamo un piccolo sacrificio. Meglio che niente. Giusto?
Fallimento totale dell’iniziativa.
Ma l’ottima presidente Sarah non demorde. Sempre che sia vero l’appunto.
Ed ecco che si arriva ad oggi.
Nella riunione di lunedì 9 giugno, all’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa potrebbe arrivare – se non è tutta una boutade – la nuova PROPOSTA – così è scritto – per tagliare di 95.700
euro le spese complessive. “Ipotesi di risparmi sul bilancio dell’Assemblea legislativa”. Intervento sui rimborsi spese, il grosso degli incassi dei consiglieri.
Esempi? Betti (Christian) come pure Romizi (Andrea) perugini restano a 3.325 euro con Arcudi (Nilo) e Giambartolomei (Matteo). Ma per Filipponi (Francesco) la PROPOSTA è un bagno di sangue da 4.150 a 3.325, stesso destino di Maria Grazia Proietti.
Dai, magari è tutto e solo un grande equivoco. Peggio, una boutade.
Comunque Ricci (Fabrizio) si tiene i suoi, ma il ternano Simonetti (Luca) ne esce come dopo aver incontrato il Passator (Cortese, ma rapinatore). Al pari di Pace e Pernazza.
Non scampa Tesei (Donatella) che viene portata da 3.850 a 3.325 euro. Al pari di Lisci (Stefano) e di Letizia Michelini. Per Enrico Melasecche, l’oppositore meno gestibile di tutti, forse fanno
un’eccezione in peggio.
I ternani e tutti quelli del sud dell’Umbria vengono scovati e colpiti, tranne gli assessori componenti della giunta regionale (dal vice presidente Bori a De Rebotti alla Simona Meloni, a Barcaioli e De
Luca) che si tengono, ternani o non ternani, i loro 3.750 euro di rimborsi e la macchina con autista.
Per le due presidenti: Bistocchi, pur perugina, accetta un taglio di 400 euro e si parifica agli assessori a 3.750 euro, mentre per Proietti il discorso è diverso: i suoi incassi sono un parametro per tutti direttori e i tagli non si fanno.
Che capiterà alle due vicepresidenti dell’Assemblea? Paola Agabiti, avendo la sfrontatezza di rappresentare il sud dell’Umbria, si becca 800 e passa euro di penalizzazione e così si impara, mentre la
Tagliaferri da Assisi i suoi li tiene. Invece merita approfondire l’eventuale criterio usato, ammesso che il foglietto non sia solo una fake news: si parificano tutti i consiglieri a quota 3.325 mila euro, mentre quelli della Giunta si tengono i 3.750 e l’autista.
Possibile obiezione: ma chi ha elaborato i tagli (sempre che non sia tutto un fake) lo sa che da Palazzo Cesaroni, corso Tacito è parecchio più lontano di corso Vannucci?
Ps. Qualora fosse tutto vero e qualora magari saltasse la PROPOSTA per via di queste poche righe di anticipazione, in questo mondo rio, così difficile da percorrere per chi non si accoda alle verità ufficiali, Umbria7 accetta due righe di solidarietà bipartisan da Terni, per riscaldare l’animo, provato da tante ostilità. Ringraziamenti anticipati.

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