Congresso Pd esplosivo, maneggiare con cura/ La “bomba” primarie, Terni contro Perugia, Spinelli davanti a Bernardini, Di Girolamo corre da solo

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Se non cambia qualcosa sarà guerra vera tra Pasquali, il candidato della continuità con l’uscente Bori, e l’ex deputato Trappolino. Posta in palio altissima: le nomination dei candidati al Parlamento. Sarebbe fallito il tentativo di far ritirare i due pretendenti alla segretaria provinciale ternana in margine a un matrimonio

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Il congresso torna grande e importante come non succedeva da tempo. Ma è anche esplosivo. Maneggiare con cura.

  1. Lo abbiamo detto e ripetuto: sarà Perugia contro Terni. Con Terni che ha una grande vantaggio: nulla da perdere. La vera bomba la sgancerà Carlo Emanuele Trappolino candidato contro Sandro Pasquali alla successione di Tommaso Bori, oggi vicepresidente della Regione. I giochi si aprono il 10 di giugno, con i primi congressi di circolo, per chiudersi entro metà luglio e non è detto che non ci siano sorprese. Per chi si fosse perso un pezzo, la posta in palio è altissima: le nomination per il prossimo Parlamento. Ascani non intende ritirarsi, è più giovane di tutti i giovani che vogliono prendere il suo posto. Verini ha detto che si fa da parte. Ma è rimasto l’ultimo dei veltroniani (con Morassut): senza di lui si cancellerebbe la storia del Pd. E poi tra non così tanto ci saranno le elezioni del Presidente della Repubblica. Infine, non sfugge che a Terni bisognerà riconoscere un ruolo. Si chiama geopolitica elementare.
  2. La bomba? Trappolino chiederà le primarie per stabilire i prossimi candidati al Parlamento. Attenzione: l’entità dell’esplosione si giudicherà dopo aver visto il regolamento delle primarie, sempre che il Pd umbro venga indotto ad accettare questo strumento di democrazia, che per altro ha premiato Schlein su Bonaccini.
  3. Lo ripetiamo: sarà Terni contro Perugia. Ne fa fede quanto successo ieri a Villa Bianchini, a margine di una felice celebrazione di matrimonio del neo leader Tpl, Emilio Giacchetti, splendida persona, che però si deve essere un po’ risentito di tanta pubblicità. Umbria7 ha riferito che si sono visti il segretario uscente Bori, con il candidato segretario provinciale per i boriani, Bernardini, e due illuminati industriali ternani, considerati ago della bilancia anche degli equilibri politici della seconda città dell’Umbria, Piacenti e Valenti. L’idea? Tessere la tela per una mediazione col candidato della parte di Trappolino, Spinelli. Magari ci poteva essere un passo indietro simultaneo di entrambi i candidati per trovare una soluzione unitaria (anche se i termini per le candidature sono scaduti). Le finora molto precise fonti di Umbria7 sostengono che il tentativo sarebbe fallito. Si vedrà nei prossimi giorni. Quindi la sfida diventa Spinelli contro Bernardini e qui i pronostici si ribaltano: Spinelli sarebbe di molto davanti a Bernardini. Sempre che qualcuno non torni alla carica con Piacenti e Valenti.
  4. Invece chi potrebbe addirittura fare una corsa solitaria per la carica di segretario comunale del Pd è l’ex sindaco Leo Di Girolamo, non certo un giovanotto però una istituzione ternana talmente radicata, che ha anche un figlio attualmente in consiglio comunale e nessuno che abbia il cuore per battersi contro di lui (ma ci sono ancora 48 ore per farsi avanti). Il sempre brillante esponente grillino della prima ora, protagonista di tante battaglie libertarie, contro la destra come contro la sinistra, Andrea Liberati, ritiene che arrivare a lui come candidato significa per il Pd “retrocedere dall’età del ferro a quella del bronzo”. Magari ha ragione, ma bisogna anche vedere quali sono le alternative.
  5. Infine il fatto che Terni (rafforzando certe zone del Perugino critiche con Bori) si contrapponga a Perugia – non sfuggirà a nessuno – è un segnale forte per chi considerava una formalità il congresso Pd, con il passaggio da Bori a Pasquali, celebranti i grandi sacerdoti Presciutti, del centro mobile, e De Rebotti, governista moderato. Se non cambia qualcosa sarà guerra vera, anche ai matrimoni.

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