Corsa a rettore/ Marianelli davanti, ma si è già giocato il jolly: ha raschiato il barile dei 130 voti degli studenti Udu (i Bori boys). Ora per Porena si aprono grandi spazi

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La sfida per il ballottaggio. La forza del primo? Concilia l’inconciliabile: la schwa con parte del mondo cattolico, poi Cucinelli-Oliviero insieme a Moriconi, ex rettore ora alla Fondazione Perugia. La forza del secondo? L’esperienza di equilibrato timoniere e un progetto più credibile per l’area scientifica

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Che cosa è successo all’Università dopo il primo turno nella corsa per il nuovo rettore? Sintetizzando al massimo: la cavalleria dell’Udu, gli studenti di sinistra, 130 voti secchi, guidata da un condottiero che non fa prigionieri come Tommaso Bori, leader regionale del Pd, ha fatto vincere Massimiliano Marianelli con 405 voti (non così tanti, come vedremo dopo) contro il competitor di sinistra Luca Gammaitoni, il quale ha pagato la scelta di aver fatto una campagna elettorale delle idee, coerente e trasparente.
Dal rovente scontro si è avvantaggiato Daniele Porena, il candidato dell’autonomia dell’Università, che ha portato a casa, con 5 candidati in corsa, quasi 300 voti (e non sono affatto pochi, come diremo dopo).
La finale di questa Champions – che si gioca il 17 giugno – si presenta incerta come negli ultimi anni, partendo dallo 0-0. Identiche possibilità. Vince chi gioca meglio. Magari evitare fallacci.
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ANTEFATTO. Umbria7 ha raccontato tempo fa ai suoi lettori che un noto sindacalista cattolico, in un tavolo di un ristorante dell’hinterland perugino, a fine novembre dello scorso anno, annunciò che era stato trovato il nuovo rettore dell’Università di Perugia, uno capace di mettere insieme “mondi diversi tra loro”, va da sè mondi universitari ma soprattutto esterni all’Università, un candidato che aveva avuto le necessarie guarentigie da parte dell’attuale rettore, Oliviero. Il predestinato era Massimiliano Marianelli. Il suo doveva essere un blitz, ma dal momento che se ne è parlato apertamente su Umbria7 e poi altrove, la sua campagna è diventata un fiume carsico, che compariva e scompariva, un po’ inquietante, fino a sfociare nell’ultimo periodo in una sanguinosa guerra di trincea nei confronti dell’altro candidato che nasce a sinistra, Luca Gammaitoni. Con Porena un passo di lato.


BALLOTTAGGIO/1. I TRE ESCLUSI. Promettiamo ai lettori di aggiornare su tutti i rumors, i chiodi lanciata sulla strada e le imboscate di questa fase di ballottaggio. Ma ora sintetizziamo così com’è la situazione fissata dal voto del primo turno.
Intanto gli esclusi: Luca Gammaitoni da premiare come miglior combattente, lineare, preciso, deciso, sempre a tener botta alla luce del sole. Prendere 289 voti, senza uno dell’Udu (a proposito: raccontano che sul tema ci sarebbe stato uno screzio mica male tra l’assessora perugino Costanza Spera e Bori, sarà vero?) non deve essere stato affatto facile.
Ma bene anche nel loro ruolo, di portatori di interessi legittimi più limitati ai Dipartimenti di riferimento, due ottimi docenti come Carbone e Signorelli. Ascoltare le loro istanze e fare accordi con loro sarà, come previsto, determinante (si tratta di 148 voti).

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BALLOTTAGGIO/2. MARIANELLI. Arriva al ballottaggio con 405 voti, ma stando a un foglietto di previsione che nei giorni scorsi era riferito alla sua area, ne mancano almeno 90 rispetto alla previsione. E soprattutto resta molto lontano il quorum dei 630 voti necessari per vincere.

  1. I punti di forza di Marianelli? Intanto il capo della cavalleria Udu, Bori, suo sponsor. Quindi, la sua attitudine a mettere insieme “il diavolo e l’acqua santa”, espressione popolare. Due esempi: mette insieme la Schwa (nè maschio nè femmina) dell’Udu con le simpatie di diverse sacrestie. Oppure la benedizione – raccontano certi retroscenisti – dell’umanista principe Cucinelli, fusa con l’appoggio dell’ex rettore, ora vicepresidente della Fondazione Perugia, Moriconi. A proposito, gli stessi retroscenisti affermano che Cucinelli vorrebbe tanto calare il tris in questa tornata di elezioni umbre: dopo Ferdinandi a Perugia e Proietti in Regione, anche Marianelli all’Università.
  2. Ora i lati deboli. Prima di tutto i numeri. I suoi voti attuali – secondo analisti – sarebbero per più del 50% dovuti agli studenti Udu e al personale non docente, quella parte che vorrebbe la conferma dell’attuale direttrice Vivolo (Porena ha già detto che se vince la sostituisce), mentre i consensi dei docenti sarebbero meno di 200. Forse parecchi di meno. Un rettore senza professori? Come si vede uno scenario da Sessantotto, un contesto da autogestione, roba d’altri tempi. Anche se – siete tutti avvertiti – il vintage spesso torna di moda.
    Seconda debolezza? Ancora i numeri. E questo perchè sul lato voto studentesco Marianelli ha già fatto il pieno. Poi: gli accordi con i tre sconfitti sono resi difficili dalla sua campagna elettorale da fiume carsico, non esattamente affidabile e trasparente.
    Infine, i 225 voti che mancano al quorum sono davvero troppi per far scattare lo sport nazionale del “saliamo sul carro del vincitore”. Perchè c’è il rischio concreto, visto il lungo percorso, che il carro si fermi e quelli saliti costretti a dover aggiustare le ruote rotte nella corsa. Una fregatura.


BALLOTTAGIO/3. PORENA. Porena si è giocato tutto sull’Autonomia dell’Ateneo (che sei anni fa piaceva anche a Oliviero) e sull’esperienza e competenza, acquisita in questi anni, nel condurre la complessa macchina universitaria. La rottura con Oliviero è stata improvvisa, quanto assolutamente netta. Dovuta probabilmente alla comparsa nel Cielo dello Studium della stella cometa Marianelli.
Il punto di forza di Porena resta il suo messaggio di timoniere affidabile, che sa dove mettere le mani durante il viaggio e ha mete da raggiungere che tutti possono verificare e condividere.
Questo lo avvantaggia rispetto a possibili accordi con gli altri candidati.
Tenendo presente che il primo turno gli consegna un quadro dove sono molti e grandi gli spazi per crescere.
Punti deboli? Verrebbe da dire subito (come già scritto): la mancanza di cattiveria, ma siamo all’Università e tutto si impara.
Invece, se in prospettiva i numeri sono per lui, è chiaro però che è necessario rasserenare qualche settore ribollente (Medicina) e riuscire a convincere gli elettori che le aree scientifiche dell’Ateneo possono solo avere vantaggi da lui e dal suo disegno di umanista. Più e meglio del suo competitor.

E ora, via, si combatta.

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