TERNI – A fine giugno si chiude la stagione primaverile delle grandi mostre italiane. Tra le dieci più importanti del Paese, per la rilevanza degli artisti coinvolti – Picasso, Gauguin, Fattori, Pistoletto, Monet – c’è quella in corso a Palazzo Montani Leoni, che propone un dialogo tra Francia e Italia in una delle più interessanti e amate stagioni dell’arte, quella dell’Impressionismo.
Per la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, impegnata nell’organizzazione di eventi espositivi accompagnati da un costante lavoro di ricerca, acquisizioni e sviluppo di rapporti con importanti istituzioni italiane e internazionali, si tratta della ventiquattresima mostra realizzata dal 1992 ad oggi. Da “Degas a Boldini. Uno sguardo sull’Impressionismo tra Francia e Italia”, che termina il prossimo 29 giugno, offre al pubblico l’occasione anche di ammirare le ultime due acquisizioni della Fondazione Carit, La Mare aux canards, château du Pont, Louveciennes di Alfred Sisley, datata 1873, e il Bouquet de fleurs avec des roses di Camille Pissarro.
Il percorso espositivo si apre con i rappresentanti della scuola di Barbizon, Jean-Baptiste Camille Corot, Berthe Morisot e Edgar Degas e prosegue con la sezione dedicata a Les Italiens de Paris, che vissero e furono attivi nella Parigi dell’ultimo quarto del XIX secolo, durante la cosiddetta Belle Époque, quando la capitale francese era il centro propulsore dell’arte a livello mondiale. In Italia, nel difficile periodo post-unitario, prende piede il nuovo stile moderno parigino e ne sono testimoni le opere di Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini e dei Macchiaioli, con splendidi pezzi di Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Vittorio Matteo Corcos. Non manca certamente la scultura: oltre ai due bronzi di Edgar Degas della GNAM, una bellissima opera in cera di Medardo Rosso, massimo rappresentante della scultura moderna italiana. Chiude la mostra un “omaggio agli impressionisti francesi” nelle opere di due grandi artisti contemporanei italiani, Mario Schifano e Tano Festa. Un video messo a disposizione dalle Teche della Rai completa il percorso espositivo.






