De Luca: «Non c’è alcun dossier sui rifiuti». Non ci crediamo. Possibile: 7 mesi a guardare il soffitto e riflettere? Per fortuna c’è una certezza: pronti per un’altra stangata

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il no al termovalorizzatore costringe a strade obbligate (dall’uso delle discariche ai sogni sulla raccolta differenziata) però l’ottimo e preparato assessore all’ambiente assicura che non è stata presa alcuna decisione. Questo significa una cosa: il conto sarà ancora più salato

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – L’assessore Thomas De Luca è brillante, preparato, simpatico, un amico. Poter polemizzare con lui è un onore, perfino un piacere. Non fosse che l’ottimo De Luca ieri l’altro ha dato in un post di ieri una notizia sconcertante: non esiste – scrive nero su bianco – “alcun dossier sui rifiuti”.
Questo ci getta nel più cupo sconforto. In realtà, ancora non ci crediamo. Un dossier non è affatto una roba segreto, è un faldone di idee e proposte per soluzioni di problemi anche complicati, come quello dei rifiuti.
Pensare che non esista “alcun dossier” presso l’assessorato dell’ambiente della Regione Umbria lascia senza fiato. All’assessorato all’ambiente hanno passato questi sette mesi a guardare il soffitto, mentre dovevano risolvere un problema nevralgico per la comunità?
Niente idee, niente ipotesi di soluzione? Nessuna formula per la vitale chiusura del ciclo dei rifiuti? Solo un futuro certo di altri guai per famiglie e imprese umbre? Dai, ancora non ci crediamo.
E’ vero che le notizie diffuse a mezzo stampa, sul web, da fonti per altro considerate molto vicine alla Giunta regionale, riprese da Umbria7, erano per buona parte agghiaccianti, ma suvvia: una volta preso atto che non puoi realizzare il termovalorizzatore (che in Umbria è di destra, a Roma e in Norvegia di sinistra) sei costretto a fare il fachiro, saltando a piedi nudi da un coccio di bottiglia all’altro.
Però ci sono dei punti fermi.

  1. Per prima cosa, di sicuro, devi continuare a utilizzare le discariche, finchè il Signore non ci separi. Per questo Umbria7 suggerisce di mantenere la vigilanza democratica davanti a Le Crete. Se vedete arrivare De Luca fischiettante, che dice che è venuto a respirare una boccata di aria buona, diffidate: l’aria delle discariche non è migliore di quella dei termovalorizzatori.
  2. Come seconda cosa puoi utilizzare le discariche umbre oppure quelle fuori dall’Umbria. La differenza è tutta nel costo che devono pagare i cittadini (e nei guadagni che riesce a farci sopra qualche regione circonvicina, tipo l’Emilia Romagna, che è di centrosinistra ma mica fessi e attrezzatissimi in fatto di discariche, termovalorizzatori e tutto quello che si può desiderare per un rifiuto felice).
  3. Puoi, ancora, giocherellare sul dato della raccolta differenziata. In Umbria si può aumentare di qualcosina, ma in tempi medio-lunghi, a meno che non vuoi mettere in campo una “Spectre del rifiuto”, che costringa il popolo a diversificare brevi manu i resti del pannolino dalla pupù del bambino, o a far volare alto dal palazzo del Broletto l’Angelo Sterminatore che incenerisca chiunque getti il brik del succo di albicocca senza averlo mondato dello zuccheroso liquido. (Invece l’idea del tetto massimo alla produzione individuale dei rifiuti echeggia “La fattoria degli animali” di George Orwell).
  4. Nel dossier che per fortuna non c’è, potrebbe esserci anche però la realizzazione degli Impianti di massimo recupero. E qui ci sono delle certezze. Gli Impianti sono molto costosi e l’Ue al momento preferisce finanziare i cannoni (magari fatti anche con l’acciaio dell’Ast) per il riarmo del Continente e non intende contribuire. Inoltre per costruirli ci vuole tanto tempo.
    Infine (last but not least): non riescono a chiudere il ciclo dei rifiuti. Non essendoci però – dice De Luca, assessore e uomo d’onore – alcun dossier dei rifiuti, si può stare più sereni. Anche se un briciolo di ansia rimane: dopo sette mesi a rifletterci su, che si inventerà adesso l’ottimo assessore De Luca?
    Qui ci sentiamo però, in un certo senso, di tranquillizzare. Lo sappiamo tutti dove si va a finire: cari cittadini, pagherete caro, pagherete tutto.
    Iniziate a mettere da parte un gruzzoletto dei vostri soldi per sostenere il prossimo ricco aumento delle tasse sui rifiuti, sistematelo, ben in ordine, accanto a quello che vi servirà per la stangata delle tasse che parte a gennaio 2026. Questa stangata – forse ricorderete – era per il buco della sanità, sfortunatamente non hanno trovato il buco e hanno difficoltà anche a trovare la sanità. Resta solo la stangata.
    Però non state a rompere la testa ai governati della nuova e ridente Umbria, che hanno già tanto lavoro per mettervi gabelle e balzelli e non hanno tempo per spiegarvi il perchè.

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