I 5 mila pendolari dimenticati, la mossa della Provincia di Terni: «Parte delle tasse messe dalla Regione vadano per convincere Trenitalia»

Ultim’ora. Bandecchi e Ferranti in conferenza dei sindaci a Lugnano in Teverina: i treni umbri devono restare in linea veloce, non si può permettere una assurda penalizzazione. Coinvolto anche il ministero dei Trasporti

di Marco Brunacci

TERNI – C’è una vecchia abitudine che ha l’Umbria: dimenticarsi dei 5 mila e passa pendolari che ogni mattina vanno a Roma per lavorare. Più di duemila da Terni, ma tantissimi da Foligno e zone limitrofe e Spoleto.

La gran brutta novità di questi giorni è che Trenitalia ha annunciato che ha deciso di mettere in linea lenta i treni che solcano la regione, i quali sono già pochi, inadatti, non collegano niente come dovrebbero, ma almeno offrivano in qualche modo un servizio ai pendolari.
Per capire la questione: se da Terni a Roma, su linea veloce, in un’ora e 10 si riesce ad arrivare, adesso ci vorrà un’ora e 50 minuti.
La decisione di Trenitalia potrebbe essere in realtà una richiesta di più soldi per le tratte umbre e questo chiamerebbe in causa direttamente la Regione e la sua Giunta.
Per questo la Provincia di Terni stavolta non ha perso tempo.
Mentre scriviamo, il presidente della Provincia e sindaco di Terni, Bandecchi, e il vice presidente Ferranti, stanno parlando in conferenza dei sindaci a Lugnano in Teverina per muoversi insieme sulla questione pendolari.
La Provincia di Terni scende in campo per dire: la Regione ha aumentato le tasse in maniera molto rilevante, prendendo dalle tasche degli umbri, senza che ci sia alcun buco nella sanità, 184 milioni nei prossimi tre anni (a partire da gennaio 2026). A questo punto, una parte di questi soldi doverosamente devono andare per assistere i pendolari ed evitare che il proposito di Trenitalia non abbia un seguito.
La Regione – per dirla in breve – paghi di più Trenitalia (che magari potrebbe anche evitare di essere troppo esosa) e si torni almeno alla situazione precedente.
Nel nome di 5 mila cittadini umbri che del treno hanno assoluta necessità e che, in tanti anni, tante volte sono stati dimenticati.

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