TERNI – Il Pd ternano non è un partito per giovani, ma neanche per i meno giovani. Si consolida sempre di più la candidatura a segretario comunale del 74enne Leopoldo Di Girolamo, ex sindaco per 2 legislature ed ex senatore della Repubblica. Di Girolamo, per gli amici Leo, corre ormai in solitaria. Complici i dinieghi delle nuove generazioni. I quarantenni hanno detto No: una raffica di non disponibilità che fa impallidire il fuggi fuggi dalla panchina della Juventus. Hanno detto “No grazie”: JonaMonti, Leonardo Patalocco, Andrea Delli Guanti.
Ognuno con motivazioni diverse, legate al lavoro, alla famiglia, ma anche alla voglia di non dare luogo ad un nuovo scontro all’interno di via Mazzini.
Una contrapposizione generazionale, Novecento contro XXI secolo, idee nuove contro quelle consolidate. I No sono arrivati uno dietro l’altro, segno sia di indisponibilità che di paura di bruciarsi all’interno di un partito litigioso, plurisconfitto alle comunali, in preda a guerre intestine basate sui posti da consigliere regionale o, per quanto riguarda il futuro, da deputato del territorio. E così ecco Di Girolamo, l’usato garantito, l’ex medico di medicina generale sempre pronto alla mediazione e a farsi carico delle beghe del partito. Con lui un altro ex, un altro usato iper garantito, Paolo Rffaelli, anche lui ex sindaco ed ex parlamentare.
Una coppia, Di Girolamo – Raffaelli, che ha dettato legge nel Pd di fine anni ’90 e inizio Duemila. Qualcuno ha parlato di ritorno all’età del Bronzo. Bronzo o latta che sia, ancora una volta il passato è più robusto, disponibile e ambizioso, rispetto al presente e al futuro del Pd ternano.



