M.BRUN.
PERUGIA – L’indiscrezione è di quelle pesanti.
Difficile trovare dettagli e il motivo è ovvio: stiamo anticipando un work in progress, che per ora deve restare un gioco di specchi. Parliamo del nuovo Movimento, forse un piccolo partito, qualcosa di ispirazione civica, con a capo Stefania Proietti, che sarebbe in arrivo, anche se senza fretta.
Cosa si sa? Intanto si parte da queste premesse:
- il centro del centrosinistra, fino a oggi, è stato con ogni evidenza sacrificato nella nuova Giunta regionale – molto di sinistra e poco di centrosinistra – alle logiche e alla determinazione dei tre giovani segretari Bori-De Luca-Barcaioli. Questo deve finire.
- l’arrivo del capo di gabinetto più sorprendente della storia delle Regioni, l’ex parlamentare Nicodemo Oliverio, classe ’56, storia tutta democristiana e da componente cattolica del Pd, da una parte stabilizza – qualcuno dice “commissaria”, ma non è poi così tanto diverso – Proietti e dall’altra le consente di darsi una dimensione politica meno estemporanea.
E così eccoci all’indiscrezione. Raccontano che un notissimo e non più giovane esponente di quel mondo cattolico ormai definitivamente migrato a sinistra, perugino di famiglia top, sia andato in missione verso Gubbio, per incontrare un gruppo cattolico che ha dato vita anche a una lista e che la politica un po’ nel dna ce l’ha.
Dicono che la conversazione con l’importante gruppo eugubino sia partita con alcune richieste di chiarimento avanzate all’ambasciatore perugino rispetto a una candidata alle ultime elezioni di Gubbio e la cui posizione non pare essere gradita.
Ma subito dopo il confronto è decollato: non più piccole cose. L’alto diplomatico perugino avrebbe garantito che Stefania Proietti è intenzionata a promuovere un movimento sulla base e nell’alveo – avrebbe detto – della “dottrina sociale della Chiesa”, un perimetro davvero molto ampio, però, per fissare tappe di un percorso. E qui sono iniziate le obiezioni. La “dottrina della Chiesa” è cosa molto seria e vasta e il programma di un movimento va definito in maniera più dettagliata.
Per esempio – è stato chiesto all’importante diplomatico perugino – se il Movimento non si trova d’accordo con le scelte della Proietti, o della sua amministrazione, che spazi di critica ha? O ancora: che possibilità ha il Movimento di determinare la linea e di definire la proposta politica della Proietti?
Qui, a quanto pare le posizioni si sono irreparabilmente divaricate. Insomma: ognun per sè.
Quale sarà il nome del movimento di Proietti? Se a Gubbio hanno capito bene: “Umbria domani”. I tempi? Non rapidissimi. Un anno, forse un anno e mezzo. Abbastanza quindi per rivedersi. Ma il primo impatto non pare sia stato positivo.


