TERNI – La città di Terni sempre più aperta e inclusiva, nel nuovo sviluppo. La Fondazione Social Economic Development Enrico Mattei, a Terni per due giornate dedicate alla cooperazione internazionale, allo sviluppo sostenibile e all’impresa, con la partecipazione di ambasciatori, istituzioni, esperti e rappresentanti del mondo economico. «Lo scorso anno non appena nominato – dichiara l’assessore allo Sviluppo economico Sergio Cardinali – ho ricevuto l’invito per un incontro della Fondazione Mattei a Trevi e sono entrato a diretto contatto con questa realtà così operativa che ho subito pensato alla possibilità di una iniziativa anche a Terni. L’11 giugno è stata una giornata particolare importante per la città con la firma dell’accordo di programma e vi invito a riflettere sul fatto che molte delle parole che danno sostanza all’accordo rimandano alla innovazione tecnologica e obbligano noi, come Amministrazione, a stare sul terreno della politica che cerca e attua soluzioni.
Il nostro è un territorio che ha saputo rinnovarsi, all’avanguardia su tanti temi, dall’energia ai materiali, e io sono uno di quei ternani orgogliosi di una storia che dimostra che nel nostro dna ci sono le risorse per poter affrontare ogni genere di sfida. Lo confermano i dati recenti che descrivono un territorio e una provincia in salute, con parametri in alcuni casi superiori alla media nazionale. Questo ci dà la spinta per essere positivi e propositivi, ma per realizzare i nostri progetti abbiamo bisogno di partner con una visione molto più ampia dell’orizzonte della Conca, come la fondazione Mattei. Aggiungo che abbiamo pensato alla cornice di palazzo Catucci di Collescipoli una struttura che vogliamo torni ad essere un luogo vivo, di incontro tra tecnologia e sapienza, consapevoli che il binomio cultura-tecnologia può aprire grandi possibilità”.
«Il tema che ci riunisce oggi – afferma l’assessore agli Eventi, Alessandra Salinetti – la cooperazione internazionale è di grande rilevanza e specialmente se la si considera come strumento di sviluppo e se la si affianca al metodo Mattei. Solo questo strumento può offrire una prospettiva migliore per il futuro, per affrontare le sfide globali». Il presidente della Fondazione Mattei, Aroldo Curzi Mattei, ribadisce l’importanza delle partnership: «Partiamo dai bisogni del sistema Italia e di cosa ha bisogno Terni, questo è il focus sulle necessità ed anche sulle visioni per poter contribuire a trovare delle soluzioni nell’ambito della formazione specialistica e non solo, per essere un ponte anche con aree geografiche che possono essere uno sbocco per tante attività. Al forum vogliamo disegnare un percorso partendo da quello che Terni è la nostra area ha da offrire proponendo un approccio non generalista ed in cui la trasversalità è sicuramente importante. Abbiamo in cantiere il progetto di una scuola per la formazione in due ambiti: per figure sanitarie con competenze tecnologiche e per l’ambito dell’automazione industriale e il mondo dell’acciaio».
insieme al Comune di tni è lieta di invitarLa al 2° Incontro Internazionale “L’inizio di un’Era – Africa, un partenariato strategico: il Metodo Mattei – La cooperazione Internazionale come strumento di sviluppo” che si terrà a Palazzo Catucci, Piazza Risorgimento, Collescipoli (Terni), il 20 giugno (ore 15:00 – 20:00) e il 21 giugno (ore 9:30 – 12:00)
Il “Metodo Mattei” si riferisce all’approccio del Piano Mattei per l’Africa, un’iniziativa strategica dell’Italia che mira a rafforzare i legami con il continente africano attraverso cooperazione e investimenti. Il metodo si basa su un approccio globale e non predatorio, privilegiando la parità, l’integrazione e la sostenibilità dei progetti L’Italia è, inoltre, una piattaforma geografica naturale nel Mediterraneo, mare che unisce l’Africa all’Europa e che connette anche i due grandi spazi marittimi del globo, l’Atlantico da una parte e l’Indo-Pacifico dall’altro. Questo rende l’Italia il ponte naturale tra il Continente europeo e il Continente africano, in uno scenario nel quale il Mediterraneo ha acquistato una rinnovata centralità nelle interconnessioni globali.
Il Continente africano sta attraversando una serie di transizioni epocali in campo economico, sociale, politico e demografico. Si prevede che la sua popolazione sarà più che raddoppiata entro il 2050 e supererà quota 2,5 miliardi, un quarto di quella globale. L’Africa rimarrà, in futuro, anche la regione più giovane del mondo, con un’età media di 25 anni.


