Au. Prov.
TERNI – Sui fatti del 28 agosto 2023, il Pm Stramaglia chiede l’archiviazione per i consiglieri di minoranza Orlando Masselli e Marco Celestino Cecconi, ma il sindaco Bandecchi – pardon i legali di Bandecchi Carlo Pacelli e Giorgio Panebianco – si oppone.
I fatti sono quelli della cosiddetta “seduta far west” del consiglio comunale, quando Bandecchi si lancia contro i banchi di opposizione. Partono le denunce da una parte e dall’altra, che finiscono con la richiesta di rinvio a giudizio per Bandecchi, firmata dal procuratore Andrea Claudiani e dal sostituto Marco Stramaglia, e quella di archiviazione per Orlando Masselli e Marco Celestino Cecconi. Bandecchi nell’udienza preliminare del prossimo primo ottobre dovrà difendersi dalle ipotesi di reato per minaccia, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, minaccia ad un corpo politico. Per Cecconi e Masselli sarà il Gip a decidere se procedere oppure no.
A seguito della “seduta far west” di due anni fa Bandecchi aveva denunciato i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Orlando Masselli (centrodestra) e Marco Celestino Cecconi (FDI) per “oltraggio”, per aver pronunciato nei suoi confronti parole come “pagliaccio” e “delinquente”, che a conclusione delle indagini finisce con un niente di fatto. Per l’avvocato Maurizio Cecconelli, difensore di Orlando Masselli, la richiesta della procura è un una identificazione dei fatti ben precisa: «Prendiamo atto che la Procura ha dato una identificazione dei fatti del 28 agosto 2023 ben precisa, che ha condotto alla richiesta di archiviazione per Masselli e Cecconi e di rinvio a giudizio per il sindaco Bandecchi. E’ diritto dei difensori di Bandecchi chiedere una prosecuzione delle indagini, anche se è stato messo in evidenza che non c’è stata una condotta offensiva da parte dei consiglieri di minoranza denunciati dal sindaco».
Ad ogni modo l’opposizione alla richiesta di archiviazione è stata al centro dell’udienza di giovedì 19 giugno di fronte al gip di Terni, Francesco Maria Vincenzoni. Il giudice, a conclusione dell’udienza, si è riservato di decidere nelle prossime settimane.


