Regione, nomine, consulenze e manuale Cencelli. Ecco cosa è successo nei primi mesi di presidenza Proietti

Analizzando la situazione dei “primi dei non eletti” in ogni lista ecco cosa risulta

di DRAKE IL CORSARO

PERUGIA – Finora la Giunta Proietti si è caratterizzata – per quanto riguarda nomine e consulenze – per una applicazione quasi perfetta del “Manuale Cencelli”, ovvero nessuna nomina presa fuori dalla rosa dei candidati alle elezioni regionali. Niente società civile.

Anche il capo gabinetto è un politico espertissimo e di lungo corso DC. Si premiano con incarichi e consulenze – giustamente visto lo sforzo fatto – quanti hanno creduto nella vittoria dell’ex sindaco di Assisi.
Per comprendere meglio il quadro, abbiamo analizzato la situazione dei “primi dei non eletti” di tutte le liste della coalizione di centro sinistra, questo è il quadro, probabilmente anche parziale, di ciò che è successo fino ad oggi.
Una avvertenza generale, con la legge Severino, coloro che siedono attualmente nei consigli comunali di comuni superiori a 15.000 abitanti o che sono ex consiglieri comunali o ex assessori comunali e regionali, debbono osservare due anni di “raffreddamento” tradotto: per due anni non possono essere nominati in alcun ambito – salvo quanto sembrerebbe affermare un parere Anac per l’Ater. Questa avvertenza è importante perché fra i primi posti dei non eletti ci sono diversi casi di consiglieri comunali in carica che quindi non potevano essere nominati. C’è stata in questa elezione il caso di due freschi ex consiglieri regionali che sono i primi dei non eletti delle rispettive liste, iniziamo da loro: Michele Bettarelli e Donatella Porzi. Bettarelli primo dei non eletti del PD e la Porzi prima dei non eletti della lista Umbria Futura. Per loro il ragionamento è chiaro, non potevano aspirare ad alcunchè se non (forse) il CDA di ATER e poi eventualmente prenderne la presidenza ma da un lato gli accordi politici prevedevano altro e dall’altro il rapporto fra Bori e Bettarelli non è mai stato idilliaco e dunque è probabile che nel caso del tifernate abbia pesato questo elemento in misura significativa.
Rimanendo al PD dopo Bettarelli, il secondo dei non eletti è Joseph Flagiello oggi nominato responsabile di Villa Umbra, al terzo posto c’è Cristina Croce, consigliere comunale di Orvieto, persona attenta al territorio e molto qualificata che ha ottenuto una consulenza del valore di 18.000 (lordi si intende) nell’assessorato di De Rebotti, che ha scelto di collaborare anche con una persona esperta di Narni, Giovanni Rubini oggi assessore comunale e precedentemente presidente del consiglio comunale attribuendo la medesima retribuzione lorda.
Al quarto posto dei non eletti del PD si trova Paolo Fratini, già sindaco di San Giustino e nominato dalla Presidente Proietti amministratore di UmbraFlor.
Al numero 5, 6 e 7 ci sono Andrea Vannini. Benedette Baiocco è Valentina Bonomi dei quali ad oggi non sappiamo nulla anche se la legislatura è ancora lunga.
Ha ottenuto un premio di riconoscimento anche l’8 dei non eletti del PD, Cruciani Devis recentemente nominato amministratore del parco tecnologico di Pantalla.
Di AVS Umbria7 ha detto a lungo in questi mesi, il primo dei non eletti e assessore regionale per una notte, Federico Santi alla fine è diventato Presidente di Ater, del secondo dei non eletti di AVS Stefano Mingarelli, non abbiamo notizie, ma del 3 dei non eletti, abbiamo scritto più di tutti; si tratta di Alfonso Morelli, oggi direttore di Arpa con una interrogazione del centrodestra contro.
I primi 3 dei non eletti della lista M5S Pococacio, Arcaleni e Bonanni sono attualmente o sono stati fino a poco tempo fa (comunque meno dei due anni previsti dalla Severino) consiglieri comunali dei loro comuni e dunque non nominabili, e puntualmente la nomina è arrivata a Chiara Fioroni, quarta dei non eletti, he è stata indicata nel CDA di Ater.
Veniamo a Umbria Domani, la lista della Presidente. Qui sono stati nominati praticamente tutti: il primo dei non eletti è il molto trasversalmente apprezzato presidente di Afor, Ottavio Anastasi, il secondo dei non eletti, il professore ed economista Luca Ferrucci, grazie anche alla campagna della nostra testata, è stato nominato presidente di Sviluppumbria.
Il terzo dei non eletti, Carlo Ottone ad oggi non ci risulta nominato in enti, e si arriva al quarto dei non eletti, espressione di un mondo che su Perugia ha influito su dinamiche particolari sul dopo Romizi, Gabriele Biccini, che per l’appunto su indicazione del Comune di Perugia è stato indicato nel CDA di ATER.

Ora iniziamo a con le liste che non hanno ottenuto seggi in consiglio regionale e iniziamo da l’Umbria del futuro, con i suoi uomini e donne più radicati con i piedi ben piantati nella storia politica di questi ultimi anni. Qui la legge Severino colpisce i primi due non eletti, Donatella Porzi e Luciano Bacchetta attualmente presidente del consiglio comunale di Città di Castello. Alla fine per la Porzi si è aperta la porta del consorzio di UmbriaFiere ma certamente non si tratta di quel genere di nomine apicali per cui si sprecano molti incontri e mediazioni. Meglio è andata al terzo dei non eletti, Giacomo Leonelli, che dopo essersi visto negare l’assessorato a Perugia ha ottenuto una nomina di tutto rilievo e che sta esercitando con molto impegno in questi primi mesi di mandato, quella cioè di Amministratore unico di Adisu. Il 4 dei non eletti di questa lista dovrebbe prima o poi essere nominato, a questo punto poco rimane, forse Arpal? Si tratta di Roberto Bertini, già assessore comunale e provinciale, un personaggio di indubbio rilievo politico visto che copre l’area socialista – insieme a Bacchetta però non nominabile – e sarebbe davvero singolare che una coalizione di centro sinistra, non trovi il modo di premiare la più antica cultura politica riformista d’Italia.

Proseguendo fra le liste che non hanno ottenuto seggi è la volta dei Civici Umbri di Papa Sisti da Spoleto, un risultato elettorale molto deludente e che poteva essere ancora più irrilevante se non fossero soccorsi in suo aiuto il gruppo civico degli eugubini – non è un caso se i primi due non eletti della lista sono di Gubbio e IV di Gnagnarini. Questa area politica però in fondo aveva già ottenuto la presidenza di Auri per Andrea Sisti ben prima e a questo punto la riconferma della sua candidatura a sindaco di Spoleto.
Chiudiamo con la lista della Sanità Pubblica, perché pur avendo preso più voti dei civici di Sisti, non ha alcun momento ottenuto niente. E forse nulla avranno.
Pensando infatti al futuro è probabile che la Proietti, se vorrà provare almeno a tornare al livello delle liste d’attesa lasciate dal centro destra, che erano meno della metà delle attuali, dovrà chiedere un grande aiuto alla sanità privata, ovvero fare l’esatto contrario di ciò che ha promesso in campagna elettorale e di ciò che richiama il nome di questa lista.

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