Scusate l’anticipo/ Le liste d’attesa in sanità sono un buco nero come diceva Umbria7, il doppio di quelle lasciate dal centrodestra. Serve un nuovo assessore?

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La Giunta deve governare altri 4 anni, ha perso 7 mesi per fare l’Osservatorio. Si butta sul privato dopo aver vinto le elezioni con la fanfaluca del tutto pubblico (con Scoccia che fa coprire di ridicolo Si). Ma una qualche soluzione per i cittadini va trovata. Magari pescando dall’Università. La posizione di Ferranti (Provincia di Terni)

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Ci sono voluti mesi per avere una cifra ufficiale delle liste d’attesa per prestazioni sanitarie. Alla fine è arrivata una nota che segnala come – “Scusate l’anticipo” – tutte le informazioni non ufficiali riportate da Umbria7 erano corrette.
E ora destano un vero allarme.
Dalla nota ufficiale della Regione, che abbiamo atteso venisse commentata variamente (riportiamo da ultimo qui di seguito l’intervento del vicepresidente della Provincia di Terni, Cico Ferranti) , emergono cose sulle quali è necessario riflettere, non per dibattito politico, ma per interesse diretto dei cittadini pazienti. Questa Giunta resterà in carica per altri 4 anni e dovrà pure trovare qualche soluzione, no?.
Allora, eccoci alla nota.

  1. L’Osservatorio che deve seguire le liste d’attesa è stato istituito 7 mesi dopo l’insediamento della Giunta regionale. Non c’era fretta? Proietti ha vinto le elezioni gridando che avrebbe azzerato le liste d’attesa, ha gridato allo scandalo per la gestione del centrodestra, e poi ha lasciato passare sette mesi prima di attivare l’indispensabile Osservatorio. E’ successa la stessa cosa con i rifiuti, ma, trattandosi di salute della gente, qui è molto più grave.
  2. Ora si sa che le liste d’attesa per prestazioni sanitarie sono 85.557, il che significa, in questa fase dell’anno, che sono di fatto fuori controllo. Siamo al doppio di quelle lasciate dalla Giunta di centrodestra (44 mila) e non c’è alcuna strada segnata per tornare a livelli dignitosi.
  3. I ritardi per prestazioni sanitarie in Umbria potrebbero essere addirittura 124 mila, qualora venisse spiegata la frase sibillina della nota ufficiale che fa riferimento a 36 mila prestazioni che non possono essere affidate al privato, perchè non sono ancora arrivati fondi promessi dal Governo. Fossero 124 mila sarebbe da cercare subito un assessore alla sanità, magari pescando dall’Università: il rettore Oliviero nega qualunque interessamento, il delegato alla sanità Gammaitoni non ci va d’accordo, ma qualche idea bisognerà pur farsela venire.
  4. Ma in quest’ultimo paragrafo la notizia certa è che la coalizione che ha vinto le elezioni con l’aiuto di una lista che si chiamava “Per una sanità pubblica” per evitare il tracollo si affida alla sanità privata. E’ vero: era assolutamente ovvio, ma non sarebbe opportuna un po’ di vergogna da parte di quei signori che si sono inventati una campagna elettorale su una gigantesca bugia: la sanità pubblica, come fosse un totem e la panacea di tutti i mali? Forse non avevamo capito e il messaggio era questo: la sanità va bene comunque, pubblica o privata, basta che comandiamo noi.
  5. E’ risibile l’incremento delle richieste di prestazioni sanitarie in Umbria. Se dalla Regione non hanno dato i numeri, come fatto in passato, si tratta di circa 7 mila su poco meno di 300 mila al mese. Però va sottolineato come questo aumento sarà inevitabile per due fattori concomitanti: la popolazione umbra invecchia, quindi più anziani più prestazioni, se non esiste – ecco il secondo fattore – un efficiente sistema che almeno provi a garantire l’appropriatezza della prestazione. L’Osservatorio anche a questo serve. Ed è stato attivato, senza fretta, sette mesi dopo l’inizio della legislatura.
  6. Merita una segnalazione a margine del dibattito politico, la nota sull’argomento di Margherita Scoccia, che è stata candidata sindaco a Perugia del centrodestra. Non perchè sia straordinaria (anche se segnalare che 88 mila è il doppio di 44 mila, in questo contesto, è già una cosa importante), ma perchè è riuscita ad avere l’unica reazione (evidentemente, lavorando tutti i giorni sulle cose che succedono, si è guadagnata molti haters sui social) da sinistra. In un post, “Sinistra italiana Umbria” non esita a coprirsi di ridicolo affermando: «Quando governavate voi erano chiuse le prenotazioni, quindi non c’era neanche la possibilità di essere in lista ed essere chiamati come succede oggi. Quindi non ne parlerei se fossi in voi». Essere ignoranti su come funzionano le liste d’attesa si può, farsene un vanto è proprio troppo.
  7. Finiamo con una nota sul payback per i dispositivi sanitari. Il Consiglio dei ministri di venerdì – non sarà sfuggito alla attenta gestione della sanità Proietti-Donetti – ha dato il via libera per il decreto che dovrebbe (condizionale d’obbligo dopo le minacce ricevute di adire le vie legali da parte di uffici regionali) valere 44 milioni, meno 4-5 milioni di contributo. Qualora – altro condizionale – non ci siano intoppi parlamentari – da qui a 3-4 settimane il payback diventerà operativo.
    Aspettiamo perciò di sapere se verrà ritirata – eventualmente, terzo condizionale – la stangata delle tasse che parte il primo gennaio 2026 e che è stata disposta per un “buco” della sanità regionale che non c’era, ma che potrebbe (quarto condizionale) a questo punto trasformarsi addirittura in un attivo di bilancio.

Sulla questione arriva il commento del capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale ternano e vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti: «Dopo 7 mesi di governo il centrosinistra istituisce l’osservatorio sulle liste d’attesa che si riunirà bimestralmente. Si sono lamentati perché il governo non ha ancora deciso se affidare fondi ai privati per l’abbattimento delle liste. Ma non doveva essere la loro sanità tutta pubblica? Si lamentano per 7.000 richieste in più al mese, hanno ammesso che hanno 88.000 prestazioni in lista d’attesa contro le 44.000 della Tesei. Aggiungono una frase agghiacciante, ovvero “al netto degli effetti positivi che si sarebbero potuti raggiungere affidandone una parte ai privati”. Visto che la Regione oggi dice che quelle affidate ai privati da Tesei (che le aveva abbassate fino 44.000 la metà del dato certo attuale dopo 7 mesi di lavoro Proietti) erano state 36.000, vuol dire che le liste attuali non sono 88.000 (cioè raddoppiate) ma addirittura 124.000. Sono triplicate rispetto all’epoca di Tesei? Sapranno chiarire? Oltre ad essere criptici sui numeri delle liste d’attesa, prosegue il silenzio su come intervenire per affrontare la criticità strutturale del nuovo ospedale di Tern»i.
A intervenire è anche la portavoce del centrodestra al Comune di Perugia ed esponente di Fratelli d’Italia, Margherita Scoccia: «Gridavano col megafono che in tre mesi avrebbero azzerato le liste d’attesa. La realtà attuale della sanità in Umbria con la sinistra al governo, però, è molto diversa. Diamo voce ai numeri. Al 3 giugno 2025 le visite e gli esami arretrati sono saliti fino a 88 mila, il doppio rispetto alle 44 mila del settembre scorso quando governava il centrodestra. I numeri non sono opinioni».

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