DI Marco Brunacci
PERUGIA – Stangata delle tasse, seconda puntata per approfondire.
Il giudizio di parifica annuale della Corte dei Conti è stato ha “terremotato” l’intera narrazione che la Giunta Proietti ha fatto in questi mesi sulla manovra. È una svolta ma può essere anche la “porta” dalla quale la maggioranza di governo può uscire, ritirando la incredibile manovra delle tasse, come abbiamo scritto nel precedente articolo.
1.La Corte ha evidenziato infatti che il più volte comunicato (dalla presidente Proietti e da tutta la maggioranza di sinistra regionale) buco della sanità umbra da 243 milioni non esisteva, arrivando a supporre che nel momento della comunicazione la Giunta lo sapesse.
2.Lo spettro è quello di una distorta comunicazione pubblica capace di generare tra i cittadini, da sempre sensibili al tema sanità, l’accettazione di una stangata fiscale, subito deliberata dalla Proietti, senza precedenti nella storia umbra.
3.La Corte pone poi l’accento sul fatto che già prima del tavolo al Ministero dell’Economia la Regione (figurarsi poi dopo) non potesse non sapere che il fabbisogno finanziario della Sanità umbra era pienamente gestibile e non necessitasse di nuove tasse richieste ai cittadini. Chiaro questo punto? Il buco della sanità era un falso storico.
4.C’è di più: secondo l’analisi sottostante le parole della Corte, il piccolo disavanzo accertato dal Ministero (34 milioni su 2,1 miliardi di fondo sanitario regionale) poteva essere progressivamente assorbito attraverso fondi straordinari come il Payback e con risorse che era facile prevedere in arrivo dallo Stato. Come sempre e come tutti gli anni insomma, senza necessità di nuove tasse.
5.Nei corridoi del Broletto si è già iniziato a parlare di manovra ‘potenzialmente illegittima’ dopo le parole della Corte, e comunque di una stangata ormai non più comprensibile per gli umbri che a gennaio prossimo si troveranno a pagare a conguaglio da centinaia a migliaia di euro di tasse in più, in un modo che sorprenderà tutti.
6.Ora infatti nella sinistra le preoccupazioni iniziano ad essere anche politiche: dopo queste parole della Corte, gli elettori cosa penseranno di una manovra che svuota le loro tasche ed è inutile? Una manovra lacrime e sangue di cui la stessa Proietti assunse la maternità mettendoci la faccia e collegandola alla ‘necessità di salvare l’Umbria e la Sanità regionale’. Dopo il giudizio della Corte dei Conti non solo è ormai ufficiale che così non è, ma nel frattempo – questa la preoccupazione di alcuni analisti a sinistra – la famosa delibera di assestamento di bilancio presa dal governo regionale Proietti, passata sotto silenzio ma già anticipata da Umbria7 dettagliatamente, dovrà approdare in Assemblea legislativa regionale diventando pubblica.
7.Gli umbri tollereranno che i soldi presi dalle loro tasche, in nome di una regione e una sanità da salvare, serviranno a ingrassare gli sprechi del trasporto pubblico locale (che doveva andare a gara e forse non ci andrà, ma qui la Corte dei Conti vigila) saranno utilizzati per fare alloggi per gli studenti fuori sede, nuove case popolari per gli immigrati o costosissimi impianti per il riciclo dei rifiuti visto che il termovalorizzatore non si vuole fare?
8.Così, anche vicino alla Giunta e in ambienti moderati del PD, si inizia a discutere l’unica proposta ragionevole, per quanto clamorosa: ritirare la manovra in autotutela, salvare gli umbri dalla stangata fiscale e provare ad andare avanti come se questi effettivamente caotici primi 8 mesi di governo regionale Proietti non vi fossero stati.
9.Stessa soluzione sembra prendere sempre più piede, stavolta anche in ambienti vicini alla presidente Proietti, riguardo il famoso affidamento da 170.000 euro a KPMG pagato con soldi pubblici o er l’accertamento sui conti della sanità regionale e da ieri ufficialmente sotto la lente della Corte dei Conti. Se l’ipotesi è quella di un lavoro inutile, ingannevole per la politica (o forse utile a sostenerne errate tesi pre-costituite), e costosissimo, ecco che la Procura della Corte potrebbe arrivare ad ipotizzare un pesante danno erariale. Meglio quindi correre ai ripari prima, dicono alcuni tecnici, revocando questo affidamento (a meno che non sia stato già pagato dalla Regione ed allora sarebbero problemi veri) e tentando di evitare un giudizio clamoroso.
10.Conclusione: certo, tentare di tornare indietro su tutta la linea sarebbe ammettere un inizio di legislatura da incubo per la sinistra di Proietti & C. alle prese anche con un sostanziale fermo di così tante attività di governo e con un pesantissimo e clamoroso raddoppio in 8 mesi delle liste d’attesa, su cui erano state vinte le elezioni con la promessa di azzeramento in tre mesi. Ma sarebbe almeno una ripartenza per i prossimi 4 anni. Il che sarebbe come ripartire da Caporetto. In 3 fasi: ritiro della manovra, un nuovo assessore regionale alla sanità (il rettore Oliviero o più probabilmente no), spazio garantito per gli interventi del nuovo capo di gabinetto, Oliverio (atteso da un’estate di duro lavoro).


