di Marco Brunacci
PERUGIA – Per la dichiarata simpatia per la presidente Proietti, è necessario un fact checking di Umbria7, una verifica di fatti e affermazioni, anche per l’ Aeroporto San Francesco, dopo i folli numeri della sanità dati dalla giunta regionale e dopo il diluvio delle tasse senza alcun motivo.
Stavolta l’origine ed epicentro dello tsunami delle – diciamo così – affermazioni improprie (o balle cosmiche) è, in verità, merito di Ryanair e della sua conferenza annuale a Perugia, ma la presidente Proietti non è riuscita ad astenersi dal dichiarare.
Allora, annunciati nell’ordine: raddoppio dei passeggeri, raddoppio delle rotte, collegamenti con Parigi, Madrid, Germania, un aereo Ryanair dedicato a Perugia, l’eliminazione delle tasse sui voli e chi più ne ha, più ne metta.
Sì, perché, ai più attenti conoscitori dell’Aeroporto e delle sue dinamiche degli ultimi dieci anni, di fronte ai consueti e mirabolanti annunci della Proietti, sono saltate all’occhio alcune evidenze, che qui ricordiamo con spirito di servizio, qualora la presidente fosse stata malamente informata e tratta in inganno da qualche infido Iago.
Proietti da inizio legislatura – per dirla però tutta – sembra voglia appropriarsi di una delle opere davvero riuscite alla presidente Tesei.
Tentativo in termini comunicativi, beninteso, ben sapendo che gran parte dell’elettorato ricorda (e qualcuno le rimprovera duramente) quando da sindaco di Assisi, per 3 anni, non finanziò l’aeroporto, a pensare male forse per frenare uno dei successi della futura avversaria Tesei, bloccando la rotta Lufthansa per Francoforte e facendo accumulare al Comune di Assisi più di 800.000 euro di debiti con lo scalo.
In realtà, però, da fine anno 2024, l’Aeroporto semplicemente procede sulla scia di quanto fatto in passato.
È sostanzialmente stabile la crescita passeggeri, che quest’anno – col Giubileo in corso – dovrebbe toccare i 600.000, che sarebbe un modesto +6/+8%, dopo le grandi crescite degli anni scorsi.
I lavori per il raddoppio dello scalo non sono stati fatti partire e si è fermi alle opere realizzate nel 2024, mentre Madrid, la rotta che tanto voleva e aveva promessa proprio Stefania Proietti per portare i pellegrini del Giubileo ad Assisi, è stata persa da Perugia, ed è andata alla rivale Ancona, che ha nuovamente sorpassato così lo scalo umbro (con Loreto davanti ad Assisi).
In più, quest’anno non ci sono state, per la prima volta dopo molti anni, nuove rotte (anzi, si è persa Orio al Serio-Milano, con Perugia rimasta senza alternative per il nord a ‘Freccetta Rossa’ (che gode pure di precaria salute, dopo i letali spifferi che arrivano dal Protocollo d’intesa con la Toscana).
Non solo: l’aeroporto ha perso in bilancio 300.000 euro dopo anni di utili. Perdita che proprio Proietti ha tentato di definire “buco di bilancio” (come in sanità) ed addossare alla rotta per la Lombardia, salvo poi essere smentita da tutti e dover ripiegare precipitosamente su una ben diversa narrazione.
Ora ci si prova con una nuova strategia di comunicazione poggiata sulle dichiarazioni di Ryanair.
Sempre e solo propaganda.
Ma cosa è davvero successo alla conferenza stampa che ha scatenato le onde alte delle bugie?
La multinazionale Ryanair chiede di togliere la tassa che la stessa Ryanair paga a vantaggio dei comuni umbri per ogni passeggero che parte o atterra e in cambio promette di raddoppiare le sue rotte (dove vuole la multinazionale).
Insomma, nessun vantaggio di prezzo per i passeggeri umbri, ma anzi, denari che passano dalle tasche dei Comuni umbri a quelle della multinazionale irlandese.
Ma Proietti grida al miracolo e promette di sostenere l’iniziativa della grande azienda straniera.
Senonché basta ragionare un minuto su leggi e regolamenti per concludere che la decisione sull’eventuale taglio della tassa che grava su Ryanair sarà semmai del Governo nazionale e non della Regione.
Una meschina figuraccia, mitigata dal fatto che tutti sanno che dove vince la sinistra le tasse vengono aumentate, altro che diminuite, come tutti sanno a loro (sonanti) spese.
Peraltro i più attenti lettori ricorderanno che Umbria7 già trattò questa proposta Ryanair, messa già sul tavolo Tesei e scartata dalla passata presidente, proprio per non dissanguare i comuni locali a favore della multinazionale.
D’altronde, i lavori per il raddoppio dello scalo e il milione di passeggeri erano uno dei cavalli di battaglia proprio di Tesei che voleva procedere in proprio e portare più compagnie possibili al San Francesco.
Conclusione, dopo aver fatto un servizio al giusto e al vero: per la povera presidente Proietti la solita grancassa narrativa che rischia di trasformarsi in un’altra ritirata di Caporetto, a fronte di zero fatti nuovi per l’aeroporto, il quale gode per ora dell’effetto scia della precedente giunta di centrodestra.
Pero’ un fatto nuovo c è e non è una bella cosa.
Il mezzo milione di contributi in più l’anno da parte della Regione sono in sostituzione dei soldi che devono i Comuni amici di Perugia ed Assisi, che non versavano quello che dovevano alla Sase, pur rimanendo soci con percentuale non irrilevante.
Un inedito ruolo per la Regione, crocerossina di Comuni dello stesso colore politico. Chissà che, pure su questo fronte, la Corte dei Conti non abbia qualcosa da dire e finisca per dirlo molto pesantemente?
In una società (qui Sase) un socio può versare per conto di un altro socio, magari perché politicamente amico?
È vero che l’Umbria è così piccola che nessuno si accorge di nulla. Però un limite ci sarà pure, no?


