TERNI – Mancano solo le giraffe e i rinoceronti. Per il resto, i 16 chilometri di ciclabile che collegano Terni a Narni e che avrebbero dovuto rappresentare la svolta per il turismo sostenibile, non hanno niente da invidiare ad una Savana.
La pista ciclopedonale ultimata nel 2023 e inaugurata nel 2024, è un percorso a ostacoli. Canneti e arbusti si sono mangiati lo spazio dei ciclisti e piano piano si stanno impadronendo del sedime. La struttura della pista, insomma, si sta già deteriorando a causa di una manutenzione inadeguata specie nel tratto più irrorato dai laghetti e dalle cascatelle. Un’opera strategica per il territorio, per la mobilità sostenibile, per il turismo, ma anche per chi vuole fare due passi o una pedalata in mezzo al verde. Peccato che ad un anno dal via, quella pista sia diventata un piccolo incubo. «Un incubo vero e proprio – afferma un ciclista appassionato che domenica mattina ha avuto la malaugurata idea di percorrere la ciclovia del Nera – tra rovi e arbusti. Con la pista che è un miraggio». Due milioni e mezzo che per ora hanno fruttato solo degrado.











