TERNI – Sul Grande Verdi prosegue il tira e molla. Il sindaco Stefano Bandecchi riapre alla possibilità di modificare il progetto, che attualmente sta comunque andando avanti a marce spedite, con un cantiere che non si ferma neanche sotto il sole. L’ennesimo tira e molla è andato in scena in Provincia mercoledì pomeriggio. Bandecchi, che è anche il presidente della Provincia, ha incontrato l’indomito comitato “Pro Teatro Verdi” in viale della Stazione, assieme a Michela Bordoni (assessore comunale alla cultura), Alessandra Salinetti (al turismo), Viviana Altamura (alla scuola), Guido Verdecchia (capogruppo di Ap). Un incontro teso a valutare le possibili modifiche al progetto in un ottica di realizzare un teatro capace di ospitare un maggior numero di spettatori e di orchestrali. «Al centro della discussione – la nota del Comitato – le perplessità su un progetto che, allo stato attuale, presenta oggettive criticità che ne comprometterebbero la funzionalità stessa. In particolare, sono state sollevate forti preoccupazioni riguardo l’acustica, la capienza ridotta, l’inadeguatezza del golfo mistico e lle dimensioni del palcoscenico». Il rischio, secondo il Comitato, è quello di realizzare una struttura ibrida e insufficiente. Un progetto che, se rimanesse tale, non solo non avrebbe le caratteristiche auspicate, ma rappresenterebbe una delle più grandi occasioni perse per Terni.
«Accogliendo le istanze dei cittadini, il Sindaco Bandecchi ha dato la propria disponibilità a un dibattito pubblico in sede di consiglio comunale, che vedrà il coinvolgimento dei rappresentanti della cittadinanza e dei firmatari dell’Atto di Indirizzo». Grande assente, l’assessore ai lavori pubblici, Giovanni Maggi, che da sempre si dice contrario ad ogni ulteriore modica rispetto a quella che si sta portando avanti, anche se non è ancora stata approvata. Questo perché, dice Maggi, un eventuale ampliamento dei volumi rischierebbe di far slittare i tempi di consegna dell’opera che, secondo il Pnrr, deve essere ultimata entro marzo 2026, invece una variante urbanistica si porterebbe via un altro anno solo in procedure amministrative. Il Comitato Pro Verdi, ha comunque ribadito la necessità, per Terni, di avere un Grande teatro, così come lo era in passato: un luogo funzionale, prestigioso, capace di attrarre compagnie nazionali e internazionali. Una struttura che possa lavorare in sinergia con il conservatorio “Giulio Briccialdi” per la formazione dei giovani talenti, seguendo il modello virtuoso di altre importanti città italiane. Così Bandecchi, che quando vede popolo, in questo caso tanti cittadini riuniti, non si fa scrupolo a cambiare rotta. D’ altronde il Comitato ha dalla sua le quasi 500 firme depositate in Comune appena tre mesi fa.


