TERNI – Scriveva il sindaco di Terni Bandecchi il 12 febbraio scorso: «Considerato che sul territorio comunale si rilevano situazioni di abbandono del patrimonio immobiliare privato che ledono il decoro e la sicurezza urbana. Rilevato più precisamente che la percezione di tale stato di degrado spesso consegue all’oggettivo stato di abbandono e talvolta di fatiscenza di vari immobili privati a destinazione commerciale, artigianale, direzionale e di servizi, ed in particolare di quelli ove non viene da tempo esercitata alcuna attività. Atteso che negli immobili inutilizzati si rilevano spazi rientranti o protetti da serrande a maglia tubolare, dove l’intercapedine tra queste e la porta d’ingresso, soglia o vetrina, diventa sovente ricettacolo di sporcizia e di rifiuti vari. Rilevato inoltre che vi sono vetrine di attività dismesse sporche oppure non oscurate in maniera decorosa, sulle quali sono affissi, sia sulla parte esterna che interna, manifesti, volantini e avvisi spesso datati nel tempo. Ordino di tenere pulite le vetrine, i locali, le intercapedini…».
Metteva nero su bianco quello che aveva detto e ridetto fin dal primo giorno di campagna elettorale, ovvero che una città per essere attrattiva non può essere sporca, trasandata o malconcia. Perciò ai privati il compito di tenere in uno stato decoroso gli immobili visibili dalla pubblica via, al Comune gli arredi e le aree di competenza.
A carico dei trasgressori (privati) Bandecchi introduceva una sanzione fino a 480 euro e l’obbligo di «compiere la condotta omessa». Multa o non multa, i locali chiusi, che nel centro città sono in numero decisamente maggiore di quelli aperti, devono tornare lindi e pinti. A carico del Comune, niente.
L’ordinanza è diventata norma dopo meno di un mese: la misura è entrata nel regolamento di polizia urbana. Ma a parte qualche eccezione, nessun locale sfitto è, ad oggi , un bel vedere. «Dovere primario di Palazzo Spada – ricordava Bandecchi – è salvaguardare il decoro della città e l’igiene pubblica a tutela della sicurezza urbana». Ecco. Della salvaguardia del decoro e dell’igiene pubblica non sembra esserci traccia nemmeno nelle due vie dello shopping per eccellenza, corso Tacito e corso Vecchio. Soprattutto intorno a corso Vecchio, a non garantire il decoro ci si mette proprio l’amministrazione Bandecchi. Di fronte alla chiesa di San Lorenzo, una delle più antiche chiese parrocchiali della città, le panchine in legno e metallo sono un «attentato alla pubblica incolumità» – denunciano i residenti di zona. Delle sei, quella ridotta peggio è quella che è stata sfasciata una settimana fa e lasciata a terra senza nemmeno una transenna di pericolo, nonostante la presenza di viti arrugginite. E poi le auto in sosta selvaggia, i cartelli di cantiere senza più i cantieri (in via Tre Archi), i rifiuti abbandonati, la pavimentazione di pregio spaccata. In pratica il Comune introduce nuove norme a contrasto del degrado ma non dà il buon esempio.













