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Il futuro della città è una pagina bianca: così Perugia si trasforma in tela a cielo aperto

Cittadini, passanti, studenti che hanno colto l’occasione per intervenire con i linguaggi più disparati tra poesie, slogan, disegni, dediche d’amore e improvvisazioni

Redazione Perugia

PERUGIA – Lo scorso martedì 15 luglio Perugia si è svegliata piena di manifesti bianchi. Delle vere e proprie affissioni vuote con solo tre elementi scritti in piccolo ai margini: “Il futuro della città è una pagina bianca”, “Edicola 518”, “1 giugno 2026”.

Si tratta della campagna di lancio del progetto “L’Edicola che vorrei” di Edicola 518, che in un percorso di avvicinamento al decennale dell’apertura del chiosco, che ricorrerà il 1 giugno 2026, ha comprato centinaia di spazi di affissione destinati all’uso commerciale per trasformarli in bacheche aperte all’intervento pubblico, poiché sui manifesti si possono appuntare suggestioni, poesie, polemiche, idee, sfregi e previsioni… tutto quanto possa ricordare alla cittadinanza che nulla è ancora scritto e che il futuro può essere migliore o peggiore del presente, in un processo che ci vede attori protagonisti.

A distanza di una settimana dal lancio dell’iniziativa, la voglia di libera espressione ha preso possesso delle bacheche, con interventi di ogni tipo, che beneficiano dei vari formati disponibili. Una lucertola dipinta con gli spray, veri e propri componimenti poetici con tanto di firma, disegni stilizzati a pennarello, dediche d’amore, cuori, slogan politici e tanto altro.

Un manifesto artistico con una lucertola verde disegnata, circondato da alberi e una transenna in legno, che promuove il progetto "L'Edicola che vorrei" di Edicola 518.

Fra i temi di riflessione l’inibizione che, nonostante l’incoraggiamento esplicito degli autori della campagna, coglie i cittadini nell’atto di scrivere sulla pelle della propria città, un atto ambiguo, che tuttora viene derubricato a sfregio pur avendo dato vita a vere e proprie correnti artistiche ormai riconosciute e perfino musealizzate. Proprio giocando su questa sospensione tra voglia di scrivere e paura di infrangere le leggi Francesca Gotti e Giovanni Galanello, ricercatori che collaborano con Edicola 518 al progetto, stanno in questi giorni girando la città in lungo e in largo per incitare i passanti ad una presa di parola senza censure. Un gesto di disobbedienza civile che sensibilizza su un messaggio politico chiaro: “Se non siamo noi a scrivere il destino della città qualcuno lo farà al posto a nostro, e potrebbe non piacerci”.

Manifesto bianco con scritte promuovente il progetto 'L’Edicola che vorrei', con disegni stilizzati di figure umane e una persona che passa accanto.

Il progetto è sostenuto da Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

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