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L’Umbria svolta a sinistra: un diluvio di tasse, ma niente per la sanità. Zero all’ospedale di Terni e addio Frecciarossa

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Approvato il bilancio previsionale. No fondo per le liste d’attesa, sì per la Fondazione Dario Fo. Il centrodestra adombra il danno erariale sul payback, ma non riesce formalmente a chiedere il ritiro della manovra

di MARCO BRUNACCI

PERUGIA – La nuova Umbria della Giunta Proietti svolta definitivamente a sinistra. La manovra delle tasse, e delle bugie dette per mettere le tasse, ora ha superato tutti i passaggi. Il “cuore verde” diventa la regione più costosa d’Italia e? con qualche ritocco ancora, un piccolo modello di economia socialista.

La maggioranza approva il bilancio previsionale e fa felici ambienti che l’hanno votata. Il centrodestra sul payback dei dispositivi sanitari, che la giunta regionale non ha voluto utilizzare, adombra l’ipotesi di danno erariale, ma non riesce a chiedere formalmente il ritiro della manovra giustificata dalla bugia – senza ritegno – sui conti della sanità.
Aggiungiamo, come sconfortante prologo alla sconfortante seduta dell’assemblea legislativa, che sui fatti del clamoroso giudizio della Corte dei Conti (sinteticamente e per memoria del lettore: il buco di bilancio della sanità non esisteva e la manovra fiscale è stata fatta dal nuovo Governo regionale chiedendo risorse ai cittadini senza particolari esigenze di bilancio, ma solo per scelta politica), la presidente Proietti si è rifiutata di riferire in Aula dopo la richiesta del centrodestra (Eleonora Pace).
Ora qualche flash per raccontare che Umbria sarà dopo il diluvio delle tasse e a chi andranno i 184 milioni sottratti, con la bugia della sanità, a quegli umbri che le tasse le pagano (quindi in massima parte pensionati e lavoratori dipendenti).

Flash 1.
L’assessore al bilancio Bori ha affermato che il famoso payback dei dispositivi medici ammonta per l’Umbria a 23 milioni. Con questo almeno confermando implicitamente che il disavanzo della sanità regionale era – semmai – realmente di soli 10 milioni su 2,1 miliardi di bilancio (quindi un sostanziale pareggio) a fronte di 184 milioni richiesti dalla Giunta Proietti ai cittadini umbri mediante nuove tasse.
In risposta, un po’ di pepe lo ha messo la consigliera di FI Pernazza, adombrando un potenziale danno erariale perché la giunta Proietti non ha voluto utilizzare questo payback, quantomeno per aumentare i servizi ai cittadini, ed ha definito arbitraria e spregiudicata la costituzione del cosiddetto ‘fondo Bori’ con le tasse degli umbri.
Ovvero quel milione e duecentomila euro l’anno che il vicepresidente si è riservato per finanziare manifestazioni culturali (su insindacabile decisione della giunta Proietti), iniziando con i 200.000 euro destinati alla fondazione privata Dario Fo. Evviva.
….
Flash 2.
Il cosiddetto ‘tesoretto Squarta’ (4 milioni pazientemente risparmiati dal precedente presidente dell’Assemblea legislativa) e stato riassorbito dalla Giunta Proietti. Nulla si prevede quindi per l’abbattimento delle barriere architettoniche nella sala del consiglio regionale, come era stato invece promesso.
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Flash 3.
Un po’ di pathos solo quando c’è stata una clamorosa gaffe della presidente Proietti, che ha definito il bilancio Tesei “non parificato dalla Corte dei conti”.
Ira di Tesei e dell’ex assessore Agabiti, al grido “basta falsità”.
Proietti, che l’aveva detta grossa, prova s smentire, Tesei-Agabiti pretendono di ascoltare la registrazione. Siparietto archiviato come gaffe della presidente.

Flash 3.
Dove andranno le tasse messe senza pietà ai cittadini umbri per 184 milioni?
Dalla viva vice dell’assessore al bilancio vengono ufficializzate le cose che si sapevano tra nuovi alloggi per studenti fuori sede, case Ater con i nuovi criteri in favore degli immigrati e costosissimi marchingegni per evitare il termovalorizzatore dei rifiuti.
Ma con qualche interessante dettaglio: l’incremento dei fondi per l’aeroporto (mezzo milione l’anno, esattamente utili a coprire i mancati versamenti dei comuni targati sinistra di Assisi e Perugia) e l’incremento del contributo a Busitalia per ben 7,5 milioni, utile a sostenere il sodalizio tra il governo regionale e il sindacato trasversale degli autoferrotranvieri (e quindi ragionevole addio alla gara pubblica dei trasporti). Qualcuno viene fatto felice.
Per la sanità, invece, che doveva essere la principale causa della stangata fiscale, nulla. Nessun fondo per l’abbattimento delle liste d’attesa.
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Flash 4.
Il centrodestra, tanto timido, non formalizza la richiesta di ritiro della manovra. Scoramento? Boh.
Arriva solo l’accusa a Proietti di aver costruito la grande menzogna che graverà da gennaio e per tre anni sulle tasche degli umbri. Ma anche questo si sapeva. Le bugie non si prescrivono, ma si dimenticano se qualcuno non le ricorda in continuazione. Vedremo se ne saranno capaci.
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Flash 5.
Nello sconforto generale, due sconfortanti note aggiuntive.
La stazione dell’alta velocità dell’Umbria se ne va ad Arezzo per accordo Proietti-Giani ed è buio pesto sul nuovo ospedale di Terni: nessun fondo nella manovra e disaccordo totale all’interno della maggioranza sulla localizzazione.
La nuova Umbria: in una regione più cara e senza soluzioni per la sanità, pronti ad andare a prendere il Frecciarossa in una città fuori regione e altrettanto pronti a tenersi il secondo ospedale regionale vecchio di 70 anni.

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