PERUGIA – Stop alle discriminazioni. È stato firmato mercoledì 9 luglio nella Sala Rossa di Palazzo dei Priori un importante protocollo d’intesa tra il Comune di Perugia e Omphalos.
L’accordo sancisce l’avvio di una collaborazione strutturata per far fronte alle situazioni di emergenza e violenza nei confronti di persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex, legate a motivi discriminatori su base di orientamento sessuale e/o identità di genere, nel territorio umbro e in particolare nella provincia di Perugia.
Alla firma erano presenti l’assessore Costanza Spera, il presidente di Omphalos, Stefano Bucaioni, la dirigente dell’Area comunale dei servizi alla persona, Roberta Migliarini, il consigliere comunale Lorenzo Ermenegildi Zurlo e Pietro Diana, referente del Centro antidiscriminazioni di Omphalos
Il protocollo rappresenta un passo decisivo verso l’integrazione tra servizi pubblici e servizi specializzati per il sostegno alle persone LGBTQIA+. Il Centro antidiscriminazioni (Cad in sigla) di Omphalos, attivo dal 2022 e finanziato dall’Unar – Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, riceve ogni anno centinaia di richieste di aiuto, che spaziano dalla violenza e discriminazione esplicita a difficoltà relazionali, lavorative e familiari.
Tra gli obiettivi principali del protocollo: promuovere azioni di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza; rafforzare le reti territoriali di supporto; favorire l’accesso integrato e coordinato ai servizi per le persone LGBTQIA+.
Il Comune si impegna a informare le vittime dei servizi del Cad come strumento di supporto specializzato, mentre Omphalos metterà a disposizione la propria esperienza e professionalità per l’accoglienza e l’accompagnamento delle persone colpite da episodi discriminatori.
La collaborazione si svilupperà anche attraverso seminari formativi rivolti al personale dei servizi comunali, iniziative di prevenzione, campagne congiunte e la condivisione di strumenti operativi e buone prassi, nel rispetto della privacy degli utenti. Il protocollo avrà durata triennale ed è rinnovabile per ulteriori tre anni.
«Quello di oggi – ha dichiarato l’assessora Costanza Spera – è un momento importante per la città e per l’Umbria intera. Per la prima volta il Comune di Perugia firma un protocollo di intesa con Omphalos, unica realtà del territorio che da anni tutela i diritti delle persone LGBTQIA+ con enorme professionalità e competenza. Con questo accordo si rafforza una rete di servizi integrata, indispensabile per fornire risposte di sistema a bisogni sempre più articolati. Il nostro obiettivo è costruire un metodo di lavoro condiviso per dare risposte efficaci e capillari a chi subisce discriminazioni, promuovendo anche processi di informazione rivolti alla cittadinanza. Non permetteremo più che nessuno venga invisibilizzato o dimenticato».
«Questo protocollo – ha aggiunto Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – segna un momento storico: è la prima vera sinergia istituzionale che nasce da un impegno politico dichiarato e mantenuto. Non è solo un atto formale, ma uno strumento concreto per migliorare la vita di centinaia di persone che ogni anno si rivolgono a noi o ai servizi sociali del Comune. È un passo fondamentale per creare una rete regionale strutturata e capillare».
Il referente del Cad Pietro Diana ha sottolineato come dal 2022 siano già stati oltre 1.500 gli utenti presi in carico, con interventi che vanno dal supporto psicologico e legale, all’orientamento al lavoro, fino alla consulenza sanitaria e al contrasto della violenza di genere all’interno delle relazioni omosessuali, in particolare tra donne – fenomeno ancora troppo invisibile ma reale.
Roberta Migliarini, dirigente dell’Area Servizi alla Persona, ha evidenziato la volontà del Comune di tradurre in azioni concrete il diritto all’inclusione: «Il nostro compito è rendere concreti i diritti. Le sinergie tra pubblico e privato sociale servono proprio a colmare quelle distanze che troppo spesso si traducono in solitudine per chi ha bisogno. Questo protocollo ci permette di agire davvero sull’inclusione, non solo a parole».
A chiusura, è intervenuto anche il consigliere comunale Lorenzo Ermenegildi Zurlo: «Questo protocollo nasce da un percorso avviato da tempo, i cui contenuti erano già presenti nel programma elettorale e nelle linee di mandato. Abbiamo voluto rafforzare l’impegno del Comune con l’introduzione di una delega specifica per le politiche LGBTQIA+ e con il reinserimento nella rete RE.A.DY. Venerdì ci sarà un ulteriore passaggio fondamentale: il riconoscimento della maternità per cinque bambini, figli di tre coppie di mamme. Perugia sarà tra i primi grandi comuni italiani ad attuare questo riconoscimento dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale. Ringrazio la dirigente Migliarini e tutti gli uffici del sociale: non era scontato trovare una macchina amministrativa pronta, competente e sensibile su questi temi».
Il protocollo avrà durata triennale e potrà essere prorogato.


