TERNI – Nel salvataggio della Ternana, Terni non tocca palla. La partita per iscrivere i rossoverdi nel campionato di Serie C, si disputa tutta in trasferta. Le aziende interessate a rilevare le quote dalla famiglia D’Alessandro, hanno tutte valenza nazionale con sedi operative a Roma e Milano. Il e Deus ex machina, Stefano Bandecchi, è un imprenditore romano di origine livornese. Da Terni, insomma, nessuno batte un colpo, neppure in cordata. Tacciono i grandi imprenditori e tacciono le grandi realtà del mondo cooperativo. Non una telefonata. Non una disponibilità a dare comunque un sostegno. Da tempo immemorabile, la proprietà della Ternana è una questione laziale o lombarda. Anche questo, l’emblema di una città sempre più “di fiume”, dove le cose scorrono via veloci, dove si trattiene poco o nulla, dove c’è poco o nulla e quel poco che c’è non si fa mai avanti.
Sotto i ponti di Terni l’acqua scorre veloce e ormai il boccino è nelle mani di chi arriva da fuori, sia per fare l’imprenditore che, addirittura, il sindaco.


