Redazione Perugia
NORCIA (Perugia) – Sarà Norcia (piazza San Benedetto) a ospitare, il prossimo 27 luglio alle 21,30, il secondo dei quattro panel organizzati nell’ambito del festival estivo di arti performative Suoni Controvento in collaborazione con Rai Umbria Tgr Umbria, Rai Pubblica Utilità.
Tema del convegno, moderato da Isabella Schiavone (giornalista Rai), sarà la spiritualità, affrontata non solo da una prospettiva religiosa, ma anche da un punto di vista laico. L’obiettivo è riflettere su come il dialogo interiore con noi stessi e, parallelamente, la preghiera rivolta a un Dio possano entrambi rappresentare strumenti utili per favorire una comunicazione più autentica e consapevole, capace di migliorare le relazioni sociali e contribuire alla prevenzione dei conflitti.
Quanto tempo dedichiamo al nostro benessere emotivo? In che misura gli eventi esterni ci influenzano? E quanto, invece, possiamo proteggerci dalle negatività coltivando una maggiore consapevolezza spirituale?
«Credo che coltivare la propria spiritualità ci aiuti davvero a diventare la versione migliore di noi stessi – spiega Giovanni Parapini, direttore della sede Rai – ed è proprio per questo che, come Servizio Pubblico, sentiamo la responsabilità di promuovere valori che mettano al centro il benessere delle persone. Perché il benessere individuale, alla fine, è anche quello della collettività».
La serata si aprirà con i saluti istituzionali di Stefania Proietti (presidente Regione Umbria), Sarah Bistocchi (presidente Assemblea Legislativa Umbria), Tommaso Bori (vicepresidente Regione Umbria e assessore regionale alla Cultura), Simona Meloni (assessore regionale a Turismo e Sport), Giuliano Boccanera (sindaco di Norcia).
Interverranno Filippo Di Giacomo (sacerdote e opinionista Rai), Filippo Scianna (presidente Unione Buddhista Italiani – Ubi), Saveria Savidya Shukantala (sociologa e ricercatrice spirituale), suor Roberta Vinerba (teologa).
L’appuntamento sarà arricchito dall’intervento musicale di Klaus Falschlunger (sitar), Mosè Chiavoni (clarinetto) e Luciano Biondini (fisarmonica).
Il musicista austriaco e i due italiani hanno dato vita ad una formazione che si caratterizza per la fusione di musiche e strumenti particolari: il sitar, la fisarmonica, il clarinetto basso e turco. Tre differenti identità musicali che vengono lasciate e riprese per sviluppare un suono completamente nuovo, una timbrica che accarezza nello stesso tempo l’oriente e l’occidente.


