TERNI – Ternana paralizzata. L’unica cosa che funziona è la raccolta pubblicitaria tra le attività commerciali del territorio. Il ritiro è stato annullato. Il direttore sportivo, Carlo Mammarella, è stato incaricato di vendere quanti più giocatori possibile, l’scrizione al campionato è divenuta un rebus e finora è andata avanti solo grazie alle garanzie offerte dal Deus ex machina, Stefano Bandecchi.
Una situazione piena di incertezze. E di angosce per la tifoseria. Eppur qualcosa si muove. E la ricerca di piccoli e medi sponsor tra le ditte artigiane, i commercianti e ristoratori. La pubblicità, all’interno del Liberati, è attualmente in vendita anche se non è chiarissimo chi sarà a vederla, se un pubblico di Serie C, come tutta la città si augura, o se si inizierà dai dilettanti. Ristoratori, titolari di piccole aziende e negozianti, in queste ore stanno ricevendo ricevono telefonate dalla concessionaria per la pubblicità della Ternana Calcio. A quanto sembra la risposta degli operatori è come sempre generosa, ma si tratta di una goccia nel mare per una società che nello scorso campionato ha sopportato 7 milioni di euro di uscite solo per il monte ingaggi, oltre ad un altro milione e mezzo per le spese di funzionamento e per i settori giovanili. La Ternana attualmente costa quasi 9 milioni di euro l’anno. L’obiettivo, in caso di completamento dell’iter di iscrizione al Campionato di Serie C, è quantomeno dimezzare i costi.
Occorre dire che con 4 o 5 milioni di euro di budget complessivo, ci sono società che hanno fatto ottime cose in Serie C e persino in Serie B.


