Terni, il pallone fa scintille al Parco Cardeto

Scontro acceso tra CCTC e Comitato Salviamo il Liberati sulla questione stadio

DI DIEGO DIOMEDI

TERNI – Un confronto pubblico acceso e dai toni incandescente quello andato in scena ieri sera al Parco Cardeto, durante l’incontro tra la giunta regionale dell’Umbria e la cittadinanza. A infiammare il dibattito, la questione del futuro dello stadio Libero Liberati, al centro di un acceso confronto tra due fazioni cittadine: il Centro Coordinamento Ternana Club (CCTC) e il Comitato Salviamo il Liberati.

L’incontro è stato caratterizzato da momenti di forte tensione, culminati in un diverbio quasi sfociato in rissa tra esponenti delle due realtà. Al centro del contendere, l’ipotesi di demolizione del vecchio impianto per fare spazio al progetto “stadio-clinica”, promosso con determinazione dal CCTC, contro l’idea, sostenuta dal Comitato, di una ristrutturazione qualificata dell’attuale struttura, in linea con il valore storico e sportivo del Liberati.

Il CCTC, che prima dell’inizio dell’evento aveva esposto un lungo striscione a favore della nuova costruzione, è stato accusato dal Comitato di aver oltrepassato il tempo massimo previsto per ogni domanda conclusiva. Secondo i membri del Comitato, ciò avrebbe rappresentato un tentativo deliberato di monopolizzare il dibattito e imporre la propria visione.

A infiammare ulteriormente gli animi, il riferimento da parte del CCTC alle oltre 18.000 firme raccolte a sostegno del progetto. Un dato contestato con veemenza dal Comitato Salviamo il Liberati, che ha sottolineato come tale numero rappresenti solo il 12% di un bacino stimato di 150.000 persone interessate alla Ternana, sostenendo che la maggioranza dei cittadini sarebbe invece favorevole a una ristrutturazione dell’impianto esistente, senza radicali demolizioni.

Il confronto ha messo in luce, ancora una volta, quanto la questione dello stadio rappresenti non solo un nodo infrastrutturale, ma anche un tema identitario e profondamente divisivo per la comunità ternana.

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