Turismo DOP in Umbria: eccellenze in crescita e focus sulla provincia di Terni

Tra olio, vino e carne di qualità, la regione punta su identità e sostenibilità. Il ternano si prepara a diventare un polo emergente del turismo agroalimentare certificato.

DI DIEGO DIOMEDI

TERNI – L’Umbria si conferma protagonista nel panorama nazionale del Turismo DOP, affermandosi come una regione capace di coniugare autenticità, qualità agroalimentare e accoglienza. I dati del 1° Rapporto Turismo DOP, curato dalla Fondazione Qualivita, restituiscono un’immagine chiara di un territorio dove il legame tra prodotto e luogo d’origine si traduce in valore turistico, economico e culturale.

Sono ventisei le attività turistiche ufficialmente connesse a prodotti a Indicazione Geografica, coinvolgendo ventuno produzioni certificate e una rete di dieci Consorzi di tutela riconosciuti, ai quali si affiancano altri cinque in attesa di riconoscimento. Sei di questi Consorzi risultano attivamente impegnati nello sviluppo del Turismo DOP. Un ruolo centrale è svolto anche dalle infrastrutture territoriali, come la Strada dell’Olio Extravergine di Oliva DOP Umbria, fondata nel 2004, oggi considerata un modello di riferimento a livello nazionale per accoglienza ed efficacia promozionale. Eventi di grande richiamo come Frantoi Aperti e l’Anteprima dell’Olio rappresentano momenti chiave nel calendario regionale, capaci di attrarre visitatori, valorizzare i frantoi e rafforzare l’identità territoriale. L’Umbria mostra grande dinamismo nelle attività di valorizzazione e promozione, con dieci iniziative censite nel rapporto e altrettanti eventi esperienziali, che testimoniano l’impegno congiunto di consorzi, aziende e istituzioni locali. Nonostante questa vivacità, si registra l’assenza di attività specifiche di formazione legata al Turismo DOP, un’area che potrebbe rappresentare un’occasione importante per qualificare ulteriormente l’offerta e creare nuove opportunità professionali. La Dop economy umbra genera un valore stimato in circa 110 milioni di euro, corrispondente al 7% del comparto regionale. Con 3.100 operatori delle filiere IG attivi, 5.500 aziende agricole, una superficie agricola utilizzata di 171.000 ettari e oltre 1.300 agriturismi, l’Umbria si dimostra terreno fertile per uno sviluppo turistico coerente e sostenibile, ben ancorato all’eccellenza produttiva.

La provincia di Terni in crescita 

Nel contesto regionale, la provincia di Terni riveste un ruolo significativo e in continua espansione. L’olio extravergine di oliva DOP Umbria rappresenta la punta di diamante dell’offerta agroalimentare ternana, con la presenza di diversi frantoi e realtà produttive localizzate in comuni come Amelia, Narni, Orvieto, Baschi e Montecchio. Questa area è ufficialmente riconosciuta come una delle cinque sottozone della denominazione e partecipa attivamente alle principali iniziative della Strada dell’Olio. Anche il comparto vitivinicolo contribuisce alla visibilità della provincia. Parallelamente, la filiera zootecnica della provincia trova spazio nella certificazione del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, con allevamenti attivi soprattutto nella Valnerina ternana, dove l’offerta turistica si integra spesso con la narrazione del lavoro agricolo e la sostenibilità del paesaggio. Non mancano iniziative locali emergenti che mirano a entrare nel circuito ufficiale del Turismo DOP, attraverso l’organizzazione di eventi, laboratori del gusto e ospitalità rurale. Tuttavia, la provincia di Terni sconta ancora una presenza meno strutturata rispetto a quella di Perugia per quanto riguarda il numero di consorzi attivi e il peso complessivo nella Dop economy regionale.

La Regione Umbria, da parte sua, ha dimostrato una visione lungimirante regolamentando le attività di oleoturismo ed enoturismo con due delibere specifiche – la n. 759 del 2022 e la n. 772 del 2020 – che prevedono requisiti minimi e percorsi formativi all’interno delle aziende agricole legate a prodotti DOP, IGP e STG. Questi strumenti normativi hanno creato un quadro chiaro e favorevole allo sviluppo di un’offerta turistica coerente con le specificità dei territori e dei prodotti.

In definitiva, il Turismo DOP in Umbria si presenta come un modello di sviluppo integrato che unisce impresa, cultura e comunità, con un’identità forte e riconoscibile. La provincia di Terni, pur partendo da una base meno strutturata rispetto al resto della regione, ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento, puntando sulla valorizzazione dell’olio, del vino, delle carni e sul rafforzamento della propria rete territoriale. Investire in formazione, promozione coordinata e sinergie locali potrà rappresentare la chiave per affermare il volto più autentico del turismo agroalimentare ternano all’interno del panorama nazionale.

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