di Vincenzo Silvestrelli*
PERUGIA – Ha chiuso sabato 16 agosto il più antico punto vendita della Cofopa che si trovava in via Podiani.
Era collegato al luogo, nel borgo di San Pietro, dove dal 1890 si producevano il pane e gli altri dolci apprezzati dalla comunità perugina. Abbiamo chiesto alla storica gestrice del negozio, Orietta Bachiorri, di ricordare qualcosa della storia di questo tradizionale punto vendita.
Da quando era aperto il negozio?
«Il negozio come Cofopa, Cooperativa fornai pasticceri si è costituito nel 1973. La storia dice che esisteva un forno dalla fine del 1800. Ha cambiato varie gestioni ed è stato rilevato dai genitori e nonni degli attuali proprietari».
Ricorda qualche episodio particolare di legame fra il negozio ed il quartiere?
«Episodi legati alla gente del quartiere ce ne sono tantissimi. Ricordo con particolare piacere la Pasqua, prima che cambiassero le leggi in materia di igiene, il giovedì santo era dedicato alla cottura delle torte degli abitanti del quartiere. Intere famiglie venivano a controllare la lievitazione e poi la cottura di decine di torte. La domenica portavano anche l’arrosto. Poi la festa di San Costanzo era un momento molto bello e sentito da tutti. Tornava anche gente che rivedevi solo una volta l’anno. Poi ogni giorno dopo 41 anni che ho vissuto in questo negozio, accoglievo tutti come graditi ospiti e mi mancherà molto tutto questo. Meno male che abito nel quartiere, almeno potrò continuare ad incontrare la mia gente».
Come era il negozio quando si faceva anche produzione?
«Già otto anni fa, trasferendo il laboratorio per motivi di spazio e comodità, c’è stato una specie di distacco. Prima non solo acquistavano il pane, ma lo vedevano letteralmente uscire dal forno e interagivano con i fornai. Per non parlare del profumo che già percepivano dai tre Archi e dalle scalette di Sant’Ercolano».
I perugini potranno continuare a gustare i prodotti della cooperativa negli altri punti vendita ma il quartiere perderà un luogo di incontro abituale. Per quanto mi riguarda ricordo anche la gentilezza che trovavo. Spesso persone in difficoltà venivano aiutate. Anche a loro mancherà il punto vendita.
*presidente associazione EticaMente


