di Marco Brunacci
PERUGIA – Cose dell’altro mondo, breve rassegna.
1.Da oggi (e almeno fino al 6 settembre) Foligno non è più il “centro de lu munnu”. Per la prima volta nella storia patria recente (per conferma sentire l’Isuc) è isolata. Per lavori sulla tratta
Orte-Falconara, Trenitalia ha deciso che si interrompono per un mese tutti i treni. La qual cosa ovviamente si sapeva, ma è stato decisivo l’intervento a Roma dell’assessore De Rebotti, il quale, dopo importanti interlocuzioni, è stato di fatto garbatamente messo alla porta, visto che la Regione non aveva intenzione neanche di pagare per il trasporto sostitutivo su bus.
Trenitalia aveva già deciso precedentemente – dopo interlocuzione con l’assessore De Rebotti – di rallentare i treni che usano quotidianamente i pendolari. De Rebotti era già stato garbatamente
messo alla porta.
Conclusione sconfortata: niente di personale e, anzi, rinnovando la grande stima umana, ma non sarebbe meglio che l’assessore d’ora in poi, rimanesse in Umbria, qualunque cosa succeda,
altrimenti ci tolgono i 4 treni rimasti?
Conclusione bis: Santa Rita (Lorenzetti) dove sei?
2.Piccolo promemoria: con la Zes (la Zona a economia speciale) concessa dal Governo Meloni all’Umbria (insieme alla Marche), meno favorevole rispetto a quella dell’Abruzzo ma pur sempre una gran cosa, per far decidere alle industrie investimenti sul territorio regionale sarà decisivo il livello dei collegamenti e delle infrastrutture. Un dubbio: c’è mica una strategia per evitare di avere i vantaggi dalla Zes, e quindi per non dover ringraziare la Meloni, per cui i collegamenti e le infrastrutture in Umbria in questo momento sono al minimo da anni (treni ko, niente bus pagati dalla Regione, strade bloccate, cancellato il volo per Orio al Serio)?
3.A proposito di interlocuzioni positive a Roma: sull’Ast, dopo la firma dell’Accordo di programma in versione mini, siamo a un passaggio mica male. E né l’assessore De Rebotti, né però anche la presidente Proietti (che si sogna la notte il naufragio del Protocollo Umbria-Toscana) e, in verità, neanche la Confindustria umbra, stanno capendo cosa succede. Si sa, dopo l’Accordo, che Arvedi
deve continuare a investire, ma il come non lo sta spiegando a nessuno. E magari investe anche, ma sembra sempre più – probabilmente è solo un’impressione – che lo faccia guardando ad aziende non
umbre (contiamo su una secca smentita in poche ore).
La Regione, non mettendoci un euro, giustamente non viene interpellata.
Il sindacato ci ha il mal di testa, dopo tanti stop and go.
I santi dell’Umbria sono tanti, a quale votarsi però è un problema.
3.Ancora a proposito di interlocuzioni romane: viene segnalato con preoccupazione ogni viaggio a Roma della presidente Proietti con meta l’Enel. Di interlocuzione in interlocuzione, se continua così l’Umbria sarà la prima regione a cui staccano la corrente.
Vale quindi lo stesso discorso fatto per l’ottimo assessore De Rebotti: con tutta la simpatia che ammettiamo di avere per la presidente Proietti, perché non si astiene in maniera definitiva
dal far visita alla sede centrale dell’importante gruppo elettrico internazionale e così l’Umbria tira il fiato?
4.La presidente Proietti è sicuramente angosciata da due temi: la sanità è stato un incubo fin dal primo giorno di legislatura. Ora per fortuna c’è una certezza: se non si arrabbia sul serio Bandecchi, lei potrà fare un altro ospedale di contorno dei già tanti umbri, cioè Narni-Amelia. Quello nuovo che serviva davvero ai pazienti umbri (Terni) non si farà. Narni-Amelia magari non è tra le necessità, ma vuoi mettere: farà felici, in maniera bipartisan, sia il suo assessore De Rebotti che la sua oppositrice Pernazza.
L’altra comprensibile e grossa preoccupazione: la sostituzione dello strategico vescovo di Assisi. Ma fino al giorno della canonizzazione di Acutis (7 settembre) resterà di sicuro Sorrentino. Dall’8 però Proietti dovrà muoversi per cercare un sostituto all’altezza e che trovi la sua approvazione. Malauguratamente non fosse così, sarebbe un altro grosso problema.


