DI DIEGO DIOMEDI
Questa domenica nel frullatore ci finisce il vino e c’è un dato che colpisce, che ne beviamo sempre meno. Non parlo solo delle quantità, ma del modo stesso in cui il vino fa parte delle nostre vite (se bevi uno drink con dentro il vino stai consumando vino, non bevendo vino). Un tempo era quotidianità, presenza costante a tavola, segno di un legame profondo con la terra e con i ritmi familiari. Vino come alimento, “benzina” per il lavoro nei campi. Oggi, invece, il bicchiere si è trasformato in qualcosa di diverso. Fortunatamente, per molti, non più abitudine, ma scelta, occasione, “esperienza”.
I giovani, invece, bevono male, quando lo fanno cercano momenti di sballo. Ma chi sono i giovani? Quelli che portano sulla via del tramonto l’aperitivo? Oppure quelli che, è vero, fanno crescere l’interesse per i vini sostenibili, per le bottiglie con meno alcol o addirittura senza alcol? Interesse vero o forzato per Birra no alcol, vino no alcol, gin tonic uguale e via dicendo? Tra i giovani, aumenta la paura del farsi togliere la patente e il ragionamento è: se devo bere vino no alcol, bevo una bevanda (per non fare nomi, quella che inizia con C e finisce con oca Cola). Ma pensiamo veramente che questo piccolo pezzettino possa scalfire le logiche del vino, le grandi compagnie del vino, i grandi commerci? Pensare che il mondo del cibo (in questo caso del vino) possa cambiare per la scelta del singolo è semi-utopico come ragionamento, ma qui non è più il singolo.

Quello che scuote tanto è il fatto che il settore deve fare i conti con sfide globali come i dazi che rischiano di alzare i prezzi e rendere meno competitivo il vino italiano all’estero. Per quanto riguarda l’Umbria è intervenuto anche Marco Caprai (Cantina Arnaldo Caprai) con una bella intervista su LaRepubblica, uscito venerdì 22 agosto.
Da non sottovalutare che oggi ci sono molti più paesi a produrre vino, stesso discorso vale per l’olio. Non è semplice per le cantine, soprattutto per quelle più piccole, tenere il passo con questo scenario. Pensiamo alle realtà che esportano il 90%.
Meno bicchieri, sì, ma più consapevoli? Esiste una consapevolezza del vino? Più storie da raccontare aumentano l’autenticità da condividere?

![Wassim BEN TARA durante Sir Susa Scai Perugia, primo allenamento della stagione 2025/26 presso PalaBarton Perugia IT, 13 agosto 2025. [foto_ID: 20250813_MB67229] Foto: Michele Benda](https://umbria7.it/wp-content/uploads/2025/08/SIR-BENDA-250813_172602_67229_uxga-150x150.jpeg?crop=1)
