di Marco Brunacci
PERUGIA – Indiscreto in musica.
- L’ultima edizione è andata come meglio non si poteva. Rock fortissimamente rock. Ma non solo. Musica giovane, a pronta presa. Per farla breve: “l’Umbria che spacca” è da subito in grado di diventare Fondazione, per progettare un futuro non precario. Aimone Romizi – nessuna parentela con l’ex sindaco – è il suo profeta. Ad onor del vero, per fare un po’ di storia, fu perfino l’allora assessore comunale, poi regionale, il brucespringstoniano Michele Fioroni, a segnalare il nome del barbuto giovane talento anche per Umbriajazz. Non andò bene. Quindi oggi si torna a Fondazioni divise, ma quella de “l’Umbria che spacca” scalpita. Nella Fondazione prossima ventura arriveranno soldi pubblici, ma questa è una caratteristica umbra che non si riesce a modificare, ma anche di privati. Evviva. Se hanno ragione i pifferai magici di questa nuova realtà, è atteso perfino l’ingresso nel board di una delle due figlie del principe del Cucinellishire, Brunello da Solomeo. Magari sono solo fantasie perugine d’agosto, ma Ajmone ha il vento in poppa. Se gli dice bene come Cristoforo Colombo, scopre anche lui l’America.
- Se “l’Umbria che spacca” vola, alla storica Umbriajazz è rimasto come patrimonio indissolubile – ma non è poco – il vecchio patron e fondatore Carlo Pagnotta. I numeri dell’edizione 2025 invece non sono stati – come già segnalato da Umbria7 – all’altezza degli ultimi anni della grande kermesse. Cosa succederà? Qui non c’è un perugino docg che non scommetta in una conversione dell’attuale presidente della Fondazione, il jazz-maniaco di lungo corso Mazzoni, sulla via di Solomeo. Per il jazz si andrà a una soluzione del genere Teatro Stabile? Le cachemire-session salveranno il grande sogno musicale dell’altrimenti piccola e marginale Umbria? O si finirà per optare per una soluzione soft, quella che lo stesso Mazzoni, in un contesto tutto diverso, propose all’allora presidente della giunta regionale, Marini, senza successo? Quindi: ingresso dei privati in Fondazione Uj ma senza strepiti, uno per volta e con la porta aperta a metà? Si vedrà. E’ divertente però prendere atto per chi scrive da lontano che c’è già chi ha deciso come sarà la Umbriajazz del futuro. C’è chi dice che tra due o tre anni verrà divisa in tre comparti, con relativi dirigenti, la responsabilità del roster, chi dice che tornerà Luciano Linzi – per altro notato a un paio di tavoli di distanza da Carlo Pagnotta, alla serata inaugurale del Festival di quest’anno. E chi pensa di andare a pesca di un qualche presunto “mago” della scena internazionale. Ma sono davvero solo fantacronache. Tra pochi giorni Carlo Pagnotta – l’unico vero mago di Uj – compie gli anni da over 90 anni (tanti auguri). Poi penserà anche lui a una soluzione.
- Per una volta che ci occupiamo di musica, una segnalazione divertente che arriva dalla Perugia profonda. Sentite: spettatori sorpresi hanno assistito a una sorta di derby tra la musica classica (una storica interprete come la Berioli e l’altrettanto storico Ciammarughi) e i ritmi da discoteca con i fasci laser di un dj di fama. La musica classica si dìsperdeva lieve nell’aere dalla Terrazza del Mercato coperto, per altro piena di gente, ma da sotto, a un centinaio di metri, veniva impallinata da un fuoco di fila di “bussi”, per altro sacrosanto diletto delle generazioni più giovani. Due appuntamento concomitanti organizzati dal medesimo Comune. A chi è costretto a scrivere da lontano, raccontano però anche che, sotteso all’incontro-scontro musicale, c’era un derby amministrativo-politico. Dicono che il vicesindaco Pierini, anima nobile, fosse in carne e ossa al Mercato coperto, mentre l’assessore conosciuto come Fofo era invece il mentore del dj. Com’è finita? Ve la diamo col beneficio di inventario: raccontano che per riuscire a trovare il cellullare libero dell’assessore detto Fofo ci siano voluti lunghi minuti, anche un po’ imbarazzanti. Ma alla fine, senza neanche scomodare Witkoff, si è arrivati a una sana mediazione. Niente bussi finchè nell’aere si spandeva l’ultimo dei be-molle. Certi che non ci sarebbero stati bis. E un appuntamento delle rispettive segreterie per evitare altri incidenti nella programmazione. D’altra parte, quella di Perugia è o non è la migliore giunta possibile?


