TERNI – Il pasticciaccio di piazza Rioldi ha suscitato un vespaio di polemiche, richiamando l’attenzione delle opposizioni e della Soprintendenza. L’amministrazione comunale, nel primo pomeriggio di martedì 5 agosto, se ne esce ammettendo candidamente che non ha un progetto. Cerca di salvare capra e cavoli sostenendo di aver scherzato. «Abbiamo effettuato una prova», afferma l’assessore alle manutenzioni, Marco Iapadre, riferendosi ai blocchi di travertino che sono apparsi e scomparsi da piazza Ridolfi. Cordoli posizionati e terra al posto del porfido rosso, pietra scelta da Ridolfi per la pavimentazione della piazza a lui intitolata, e poi caricati su di un camion e portati via. Un’apparizione di un paio di giorni che adesso l’amministrazione Bandecchi, nella persona dell’assessore Iapadre, giustifica come una sorta di simulazione, quasi non fossimo nell’era del digitale e del 3D. Iapadre, in un comunicato ufficiale, rivendica di aver comunque affrontato il tema di una piazza per troppo tempo abbandonata e con la pavimentazione in parte divelta e rattoppata persino con il bitume. Certo, dice pure che quel travertino gli serviva per capire come fare il progetto, che quindi non c’è ma che (aggiunge) ha intenzione di condividere con la Soprintendenza. A proposito di Soprintendenza, il capogruppo di FDI, Roberto Pastura, la invoca. Il segretario comunale di FI, De Angelis, va oltre: fa intendere che sia già intervenuta, perciò il ritiro precipitoso del travertino e il ripristino, in parte, della pavimentazione esistente. a consapevolezza del valore dell’opera del padre della Terni contemporanea. De Angelis chiede al sindaco Bandecchi di chiarire quanto accaduto in piazza Ridolfi e di dire quanto è costato tutto questo.
Un pasticciaccio, per palazzo Spada, con la giunta Bandecchi travolta dalla sua stessa voglia di fare e di apparire come risolutrice dei problemi. «Noi siamo la giunta del fare», ribadisce Iapadre. Peccato che stavolta occorre disfare.







