TERNI – Per il nuovo Santa Maria ora c’è un patto a tre: Stato, Regione, Comune. Più esattamente Palazzo Spada e Palazzo Donini cercheranno di convincere il Governo centrale a sganciare almeno parte dei tre, quattrocento milioni di euro che servono per realizzare l’ospedale. L’alleanza tra Stefano Bandecchi e Stefania Proietti è emersa nella mattinata di lunedì 25 agosto al termine dell’incontro che i due hanno avuto i videoconferenza. Un registro completamente diverso da quello di appena 48 ore prima, quando (venerdì 23 agosto) nel corso di una conferenza stampa il vice sindaco Riccardo Corridore aveva rilanciato la soluzione autarchica: «La Regione ci dia 200 milioni di euro che ci pensiamo noi a realizzare il nuovo Santa Maria». Un’ uscita che era suonata più come una battuta che come un percorso fattibile. Ma il vice di Bandecchi ha insistito dicendo che l’amministrazione comunale è pronta a mettersi in moto e che all’appello mancano “solo” 200 milioni di benzina. Ma i proclama è durato un fine settimana. Lunedì 25, i vertici di Regione e Comune (con Bandecchi anche nelle vesti di presidente della Provincia) si sono incontrati e hanno stabilito che occorre stringere un’alleanza sul territorio e pressare Roma. Quindi siamo ad una triangolazione. Quindi il percorso si fa sempre più irto. Al momento né la Regione, né tantomeno il Comune hanno, neanche in parte, i soldi che occorrono per realizzare quella che si annuncia come l’opera pubblica più imponente degli ultimi dieci anni in Umbria.


